Piazza Troisi: il comitato si fa portavoce!
Solo per dircela tutta, l’inefficienza della classe dirigente politica è ormai un caso nazionale.. non c’è la volontà di fare per il bene comune ma solo per il clientelarismo che tiene in piedi il loro contorto sistema; anche le cose più semplici da fare non si fanno e questo è sintomatico di un totale disinteresse! faccio degli esempi, e chiedo al comitato cittadino di farsi portavoce presso le istituzioni di questo messaggio:
- cosa ci vuole a sistemare (l’ormai derelitta dal 2007) “area rifiuti” in p.zza troisi “angolo parcheggio vesuviana/adiacente bancone gelati de martino”? causa la sporporzione dell’area in relazione agli esercizi ed ai cittadini che se ne servono, in terra è sempre un letamaio. Ritengo basterebbe utilizzare con criterio lo spazio disponibile in quest angolo ricoverandolo con quei cassonetti che si innestano in più puliti ed estetici alloggi in muratura (tipo i cassonetti che si vedono in tutti i centri civili). Ovviamente incrementando il numero di cassonetti.. si presuppone la piazza di una città come un salotto di quest ultima.. chi in salotto ha un letamaio??
- cosa fare per evitare che “qualche ditta di smaltimento rifiuti ingombranti” si serva della suddetta area SISTEMATICAMENTE per scaricarvi frigoriferi, materassi, mobili, ecc? Forse basterebbe condividere con i carabinieri (è proprio il caso di dire che si trovano ad un tiro di schioppo) una sorveglianza sistematica; oppure installare un sistema di videosorveglianza tipo “IPCAMERA” molto economici oggi (costo circa € 500,00) per intimidire e/o individuare targhe dei trasgressori…
- cosa ci vuole a ripristinare il verde sull’aiuola davanti al negozietto delle offerte ed all’agenzia di viaggi?
- essendo la piazza troisi, via de lauzieres, via nicolardi e piazza trieste e trento (vesuviana) zone nevralgiche per la vivibilità di tutti i cittadini (e non sono di quelli che vi abitano m anche di tutti i commercianti e di tutti i clienti che frequentano la zona) non potrebbero vedersi dei vigili con la stessa frequenza con la quale si vedono gli ausiliari del traffico??? non potremmo vederli elevare contravvenzioni agli ambulanti (di cui parla l’amico prima di me) invece di intrattenersi piacevolmente con amici e negozianti del posto.. nello specifico non mi riferisco solo agli ambulanti (fruttivendoli, staccivendoli e chi più ne ha più ne metta) ma anche ai commercianti che si appropriano indebitamente dei merciapiedi comunali per esporre la propria merce.
Grazie comitato, se te ne farai serio portavoce a chi di dovere, ti sarò grato a vita ed avrai sostenuto quello che da solo da anni provo a segnalare e che forse come si dice: una noce din’t o sacc nn fa rummor!
Fonte: Forum del Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano
Anche la Chiesa dell’Agro contro la GORI
Don Alessandro Cirillo, responsabile della Commissione diocesana Giustizia Pace e Salvaguardia del Creato, interviene sulla vicenda “ADAN” – Addebito Anticipi effettuato in bolletta dalla GORI.
«L’acqua è e resta un bene di tutti. Come Chiesa ci si schiera dalla parte degli utenti» dichiara don Cirillo. «In questi giorni apprendiamo dagli organi di stampa, dopo le opportune verifiche, di un ingiustificato addebito in bolletta da parte della GORI per migliaia di utenti del comprensorio dell’ATO 3 ed in particolare per gli utenti dei comuni dell’Agro nocerino – sarnese.
Tale addebito – spiega don Alessandro Cirillo –, da me personalmente verificato tramite il numero verde della GORI, non ha alcun tipo di giustificazione. Alla mia domanda rivolta alla centralinista del numero verde per capire il perché di questo addebito mi è stato risposto: «E’ l’addizionale come cauzione sul contatore installato dalla GORI». Come è possibile se ve ne era già uno installato dai Comuni già da diversi anni, solo adesso la GORI se ne accorge? Una risposta del tutto immotivata e giustificata dalla GORI col fatto di essere stata dichiarata sulla Gazzetta Ufficiale. Una cauzione in bolletta che, a mio parere, non va pagata e senza alcuna autorizzazione del Consiglio di amministrazione della GORI, di cui fanno parte i Sindaci dei Comuni dell’Agro, forse voluta perché qualcuno intende così sollevare le sorti economiche, già precarie, della società. Ritengo, quale responsabile diocesano della Commissione per la Salvaguardia del Creato, che l’acqua sia un bene primario, creato da Dio per la vita dell’uomo e l’uomo, che non è creatore, non può in alcun modo appropriarsene, gestendone l’uso in modo privato e arbitrario. L’acqua è e resta un bene di tutti. Come Chiesa ci si schiera dalla parte di quegli utenti che, non potendo pagare questo ulteriore addebito su tariffe già salate, si vedranno forse sospesa la fornitura idrica. Pertanto – aggiunge il responsabile della Commissione diocesana Giustizia Pace e Salvaguardia del Creato – si invita la GORI a voler riconsiderare questo addebito in bolletta e provvedere ad eliminarlo perché ingiustificato. San Francesco, uomo povero e di Dio, lodava il Signore per sorella acqua che è casta e preziosa, non lasciamola diventare una cattiva sorellastra nelle mani di pochi, che ne gestiscono l’utilizzo. Acqua per tutti, vita per tutti!»
Piazza Troisi: irrigazione automatica..mente in perdita!

Nonostante le numerose segnalazioni fatte al comune, continuano le perdite del sistema di irrigazione automatica dei giardinetti in Piazza Trosi!
La cura dell’ambiente dovrebbe essere al primo posto tra gli obiettivi dei nostri governanti, prendiamo atto che cosi non è, giornalmente si crea un rivolo di acqua che allaga il marciapiede e la strada e soprattutto persiste lo spreco incontrollato della risorsa più preziosa che abbiamo, l’acqua.
L’Onu dichiara l’acqua un diritto umano
Da molti anni i movimenti internazionali richiedono il riconoscimento del diritto umano all’acqua. All’Assemblea Generale delle Nazioni Unite è stata ufficialmente presentata da parte di almeno 23 co-patricinatori degli Stati membri e dal Governo della Bolivia una risoluzione intitolata “Il Diritto Umano all’Acqua e all’igiene”. Mercoledì 28 luglio è stata approvata la suddetta risoluzione: 122 a favore; 41 astenuti; 0 contrari. Si tratta di una decisione storica.Qui il link con la risoluzione presentata in 6 lingue. Il risultato è molto importante, è una risoluzione politica e non ha dunque valore normativo, rafforza però la nostra ormai più che decennale battaglia per il riconoscimento del diritto all’acqua.
Mistero: il Comitato Cittadino San Giorgio sparisce da Facebook

Molti già se ne sono accorti, ora è il momento di farlo sapere a tutti!
Il Profilo Facebook del Comitato Cittadino è stato eliminato, da qualche giorno non è possbile più accedere e non ne sappiamo il motivo, abbiamo scritto agli amministratori del social network, ma non abbiamo avuto alcuna risposta.
Ad ora non sappiamo davvero quali siano state le cause che hanno spinto Facebook ad oscurare il nostro profilo.
Visto il silenzio, siamo in procinto di attivare un nuovo profilo, il tutto sarà reso noto il prima possibile, confidiamo nel vostro supporto!
Diffondete…………
Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano
Corteo-Presidio Contro l’Inceneritore, Ponticelli 23 Luglio 2010
Le alternative a questo strumento di morte ci sono!
Si parte dalla riduzione degli imballaggi e delle confezioni delle merci;
si prosegue con la raccolta differenziata porta a porta;
si continua con lo sviluppo di aziende che si occupano del riciclo dei materiali;
si termina con il trattamento meccanico biologico dei rifiuti rimasti che sostituisce l’inceneritore, riduce ulteriormente i rifiuti, non produce inquinamento e, per questo, non danneggia la salute dei cittadini.
Consegnate in Cassazione un milione e 400mila firme. E’ record
Un risultato che segna un passo importante nella storia della democrazia e della partecipazione in questo Paese. Nessun referendum nella storia repubblicana ha raccolto tante firme.
La sfida che il comitato promotore ha davanti è quella di portare almeno 25 milioni di italiani a votare tre “sì” la prossima primavera, quando si terrà il referendum contro la privatizzazione dei servizi idrici. Un risultato che oggi, alla luce del “risveglio democratico” a cui si è assistito nei mesi della raccolta firme, sembra assolutamente raggiungibile.
Adesso chiediamo al Governo di emanare un provvedimento legislativo che disponga la moratoria degli affidamenti dei servizi idrici previsti dal Decreto Ronchi almeno fino alla data di svolgimento del referendum. Chiediamo inoltre alle amministrazioni locali di non dare corso alle scadenze previste dal Decreto Ronchi. Un milione e quattrocentomila firme rappresentano una delegittimazione di qualunque scelta tesa ad applicare il Decreto, a maggior ragione per quelle amministrazioni che vogliono addirittura anticiparne le scadenze.
Il prossimo appuntamento del popolo dell’acqua è il prossimo 18 e 19 di settembre, quando, probabilmente a Firenze, si terrà l’assemblea dei movimenti per l’acqua.
Roma, 19 luglio 2010
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Il laboratorio “Ambiente” della Consulta dei laici della Diocesi di Napoli aderisce alla campagna referendaria per l’acqua pubblica
Comunicato Stampa
Il laboratorio Ambiente della Consulta dei laici della Diocesi di Napoli suggerisce di aderire alla Campagna referendaria volta alla ripubblicizzazione del Sistema Idrico Integrato. La proposta viene a conclusione di un lungo cammino che il laboratorio, formato da esponenti dell’associazionismo cattolico ma anche da diversi esperti (tra gli altri, l’oncologo Antonio Marfella, i docenti universitari Giuliana Di Fiore e Marco Guida, l’ingegnere Salvatore Villani, Consiglia Salvio), ha compiuto in questo ultimo anno nell’ambito dell’«Osservatorio sulla città» promosso dalla Consulta delle aggregazioni laicali per elaborare proposte concrete per Napoli.
Tale scelta si inquadra all’interno delle indicazioni che la Chiesa ha dato in questi ultimi anni invitando a considerare l’acqua come un bene comune. Non a caso Benedetto XVI nella Caritas in veritate ha dichiarato che l’acqua è un diritto universale di tutti gli essere umani: «Il diritto all’alimentazione così come quello all’acqua, rivestono un ruolo importante per il conseguimento di altri diritti, ad iniziare, innanzitutto dal diritto primario alla vita. È necessario pertanto che maturi una coscienza solidale che consideri l’alimentazione e l’accesso all’acqua come diritti universali di tutti gli esseri umani, senza distinzioni, né discriminazioni».
L’adesione, quindi, al di là di qualsiasi indebita interpretazione di tipo politico, intende ricordare che l’accesso all’acqua è un diritto di tutti. La privatizzazione, inevitabilmente, rischia di negare tale principio e, di conseguenza, di sottoporre l’acqua, risorsa indispensabile, alle inderogabili leggi di mercato e quindi alla ricerca del profitto.
Napoli, 13 luglio 2010






