Questo video è stato girato il 2 Marzo del 2008, dopo due anni il nostro comune ancora non ha messo in atto un piano per la differenziata. La situazione, se possibile, oggi è ancora peggiore di allora, non conosciamo più le percentuali di raccolta differenziata, ci sono ancora le degradanti eco???piazzole, e la sensibilizzazione verso la cittadinanza non è mai partita.
Non è mai troppo tardi!
L’azienda stabiese, che fa capo alla Gori, non ha rinnovato il contratto di sedici lavoratori, che da oggi sono ufficialmente disoccupati: striscioni di protesta per le strade cittadine. Sedici futuri spezzati. Sedici famiglie sul lastrico. Per loro niente rinnovo del contratto a tempo determinato, scaduto il 30 settembre. Sono, o meglio, erano dipendenti della Acquaservizi, società di Castellammare appaltatrice dell’indotto Gori. E proprio mentre la Gori annuncia lavori di diversi anni ad Ercolano, con finanziamenti di quasi 3 milioni di euro, una sua azienda è costretta a non rinnovare 16 contratti. L’Acquaservizi, per tre anni, ha lavorato su commissione, in genere tre o quattro all’anno, dando lavoro a 55 operai. «Ci occupiamo della lettura dei contatori- spiega Giovanni- censimento delle utenze, pulizia degli impianti, distacco ai morosi…». Percorrendo via Trentola verso piazza Pugliano, spunta lo striscione «15 famiglie licenziate». Secco e chiaro il messaggio, senza giri di parole, così come la protesta dei lavoratori, fermi da ieri all’esterno degli uffici della Gori ad Ercolano. Senza troppo clamore, quello che chiedono d’altra parte, è di poter lavorare per poter mantenere le proprie famiglie. Nonostante ciò, verso le ore 12,30 dagli uffici hanno chiesto l’intervento del commissario di polizia, che non ha potuto far altro che cercare di rassicurarli. Giovanni e Natascia sono i più giovani, 26enni, ma tra i 16 mandati a casa molti sono i lavoratori che hanno tra i 40 e i 50 anni. I più sono stati i primi ad essere assunti, tre anni fa, quando questa società vide la luce. In gioco, però, non c’è solo il futuro dei sedici lavoratori. «Su sedici licenziati, 15 hanno famiglia- continua Giovanni- e purtroppo fra noi c’è chi ha i figli in dialisi , la moglie malata e chi non potrà mandare sua figlia all’università, anche se si è diplomata a pieno voti e promette una carriera universitaria eccellente». Compatti i lavoratori in strada chiedono solo rassicurazioni. A lottare con loro ci sono anche i non licenziati, perché si sa, domani può capitare a chiunque. Il dirigente della Gori Marati esprime la sua solidarietà e assicura che la società sta cercando di trovare una soluzione. «Per il momento ci hanno proposto di partecipare alle gare di appalto- afferma uno dei licenziati- Il problema è che l’Acquaservizi ha scarse possibilità di competere con le altre, perché ha tutti i dipendenti inquadrati e tutti i mezzi, mentre gli operari di altre aziende sono sottopagati (25 centesimi a lettura) e lavorano a cottimo». Qualcun altro arrabbiato si spinge oltre e accusa: «Tutti sappiamo qual è il problema. È la politica. Ecco perché abbiamo scritto non mantenete le promesse. Qui siamo stati assunti grazie ai politici. La Gori non poteva più assumere, così è nata l’Acquaservizi, adesso che non serviamo più vogliono buttarci via?»
Fonte : www.ilmediano.it/aspx/visArticolo.aspx?id=7027
La classe 2E della MASSAIA
Ragazzini svegli,intelligenti e curiosi che parteciperanno al Concorso. E
c’è anche qualche …ragazzina di un’altra..classe….si riconoscono??
Commissioni d’oro. Maratone di riunioni nei mesi estivi, assunzioni e rimborsi sospetti e un recordman, uno stakanovista delle commissioni consiliari, eletto in un Comune della provincia, che guadagna come un parlamentare. È bufera al Comune di San Giorgio a Cremano per un boom di commissioni e per le richieste di indennità da capogiro. Un caso in particolare ha messo in moto le indagini interne. Il consigliere R. D. S, nel 2009, ha chiesto 13.223 euro come indennità per il lavoro nelle commissioni consiliari, 913 euro di rimborsi spese per i viaggi e un indennizzo da pagare al proprio datore di lavoro di 138.138 euro, per un totale di 152.320 euro, su totale di 635.000 euro spesi dall´amministrazione per coprire le spese dei 42 consiglieri. Il Comune ha avviato un´indagine interna e ha congelato il rimborso dei 152mila euro. L´amministrazione ha chiesto chiarimenti al datore di lavoro, un´azienda napoletana, in merito al calcolo della retribuzione e della sua suddivisione in base oraria. In altri termini agli uffici comunali risulta che il consigliere per una giornata lavorativa di sei ore per cinque giorni alla settimana ha una retribuzione di circa 12 mila euro al mese, che sarebbe interamente rimborsata dall´ente. Infatti se si dividono i 138.183 euro di rimborso richiesti dal datore di lavoro per 12 mensilità, si arriva a oltre 11 mila euro al mese. Il rimborso della giornata di lavoro del consigliere (esattamente 94,30 euro) infatti si aggiunge al gettone di presenza (circa 50 euro) per la partecipazione alla commissione. Tra gli altri rimborsi spese presentati agli uffici comunali di San Giorgio a Cremano, anche quelli di un consigliere che ha presentato una nota spese di quasi 8.000 euro per spese di viaggio e un altro che ha presentato una richiesta di rimborso al datore di lavoro di oltre 50.000 euro. Ad dare l´avvio alle indagini interne, che si sono concentrate su R. D. S, sono stati tre elementi. Nel mese di luglio il consigliere ha partecipato a 23 commissioni, ad agosto a 20. Era in Comune anche il 14 di agosto.L´assessore al Bilancio Vincenzo Ruggiero (al Comune dal giugno scorso) ha chiesto un chiarimento, anche sulla valanga di convocazioni nei mesi estivi. A insospettire gli uffici tecnici però è stata anche l´esatta coincidenza tra lo stipendio percepito dal consigliere come dirigente dell´azienda e le ore rimborsate dal Comune. E infine la coincidenza temporale tra l´elezione a consigliere comunale e l´assunzione come dipendente. È bene precisare che proprio per garantire che la politica la possano fare tutti e non solo i ricchi, la legge prevede varie forme di rimborso e di indennità ai lavoratori dipendenti. Né ci sono allo stato elementi per ipotizzare dubbi o irregolarità sul contratto di assunzione del consigliere sotto indagine. Ma, a San Giorgio a Cremano, qualcuno potrebbe avere abusato di questo diritto. Fonte: www.repubblica.it
Il Comitato sta prendendo le adesione per organizzare un Autobus per Roma, chi vuole aderire può contattare il seguente indirizzo mail blogcomitato@alice.it
Si è tenuta giovedì 25 febbraio u.s. la Conferenza stampa organizzata dal Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano in Villa Vannucchi su:
Scopo della stessa era quello di lanciare una petizione popolare per ottenere informazioni riguardanti lo stato di degrado e la verifica per eventuale presenza di amianto nell’ex fabbrica dei frigoriferi sita in corso Umberto a San Giorgio a Cremano (Napoli).I cittadini a seguito di un’istanza presentata al Sindaco di San Giorgio a Cremano, all’Assessore all’ambiente di San Giorgio a Cremano, all’Arpac,all’Aslna3Sud - alla quale non è stato ancora dato alcuna risposta - hanno deciso di far partire da San Giorgio una raccolta firme che vuol essere innanzitutto una sollecitazione, ed una richiesta al diritto alla tutela della salute e del diritto all’informazione da parte di chi ci amministra.Dopo la proiezione di foto e del video in cui si vede dal satellite la ex fabbrica da varie prospettive, e si ascoltano le interviste dei cittadini che lamentano le loro richieste disattese e le loro preoccupazioni, sono stati ascoltati i relatori.L’avvocato Eugenio Diffidenti coordinatore regionale del Movimento difesa del cittadino, da sempre al fianco del Comitato, ha espresso pieno sostegno e collaborazione per quanto verrà fatto, anche perché i danni dovuti dall’inalazione d’amianto sono gravi ed improvvisi, così come egli stesso raccontava di un suo familiare morto per mesotelioma.L’avvocato Vittoria Operato , grazie alla quale è stato redatto il testo della petizione e che si impegna seriamente per la causa, ha poi spiegato l’iter da seguire e la necessità di verificare sul luogo la reale presenza dell’amianto, per poi agire di conseguenza.Infine l’avvocato Danilo Risi, dell’Associazione Giuristi Democratici, ha fatto un aggiornamento sul maxi processo che si celebra a Torino, in difesa delle vittime dell’amianto, e che vede impegnata la sua Associazione a livello nazionale.Vivo è stato il dibattito che ne è seguito, molte le domande e gli interventi in sala. Già duecento firme sono state raccolte in poche ore. Primi firmatari il presidente Comella, oncologo del Pascale e l’avv. Coccia di Giuristi Democratici.Di certo da tutti è stato rilevata l’inadempienza di chi, dopo più di due mesi dalla lettera di segnalazione, e da circa due mesi dall’istanza di cui sopra, non ha ancora rispettato una richiesta urgente e significativa da parte dei suo concittadini, che preoccupati, altro non chiedono alle istituzioni preposte al caso, se non che venga verificata la eventuale presenza di amianto in quell’edificio, e nelle zone circostanti.Tra i presenti vari rappresentanti della stampa, della giustizia e dell’associazionismo, ma anche dei giovani giornalisti,che nelle due scuole adiacenti la ex fabbrica hanno studiato Oggi il Liceo scientifico Urbani è stato dislocati, ma restano comunque funzionanti i due edifici che ospitano la Scuola della prima infanzia ( materne,elementari e medie). San Giorgio a Cremano, 26 febbraio ‘10
COMITATO CITTADINO SAN GIORGIO A CREMANO
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