“A Come Amianto” Il Killer Silenzioso:Fabbrica dei veleni a San Giorgio a Cremano?, QUAL E’ LA VERITA’ ?
Si è tenuta giovedì 25 febbraio u.s. la Conferenza stampa organizzata dal Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano in Villa Vannucchi su:
Scopo della stessa era quello di lanciare una petizione popolare per ottenere informazioni riguardanti lo stato di degrado e la verifica per eventuale presenza di amianto nell’ex fabbrica dei frigoriferi sita in corso Umberto a San Giorgio a Cremano (Napoli).I cittadini a seguito di un’istanza presentata al Sindaco di San Giorgio a Cremano, all’Assessore all’ambiente di San Giorgio a Cremano, all’Arpac,all’Aslna3Sud - alla quale non è stato ancora dato alcuna risposta - hanno deciso di far partire da San Giorgio una raccolta firme che vuol essere innanzitutto una sollecitazione, ed una richiesta al diritto alla tutela della salute e del diritto all’informazione da parte di chi ci amministra.Dopo la proiezione di foto e del video in cui si vede dal satellite la ex fabbrica da varie prospettive, e si ascoltano le interviste dei cittadini che lamentano le loro richieste disattese e le loro preoccupazioni, sono stati ascoltati i relatori.L’avvocato Eugenio Diffidenti coordinatore regionale del Movimento difesa del cittadino, da sempre al fianco del Comitato, ha espresso pieno sostegno e collaborazione per quanto verrà fatto, anche perché i danni dovuti dall’inalazione d’amianto sono gravi ed improvvisi, così come egli stesso raccontava di un suo familiare morto per mesotelioma.L’avvocato Vittoria Operato , grazie alla quale è stato redatto il testo della petizione e che si impegna seriamente per la causa, ha poi spiegato l’iter da seguire e la necessità di verificare sul luogo la reale presenza dell’amianto, per poi agire di conseguenza.Infine l’avvocato Danilo Risi, dell’Associazione Giuristi Democratici, ha fatto un aggiornamento sul maxi processo che si celebra a Torino, in difesa delle vittime dell’amianto, e che vede impegnata la sua Associazione a livello nazionale.Vivo è stato il dibattito che ne è seguito, molte le domande e gli interventi in sala. Già duecento firme sono state raccolte in poche ore. Primi firmatari il presidente Comella, oncologo del Pascale e l’avv. Coccia di Giuristi Democratici.Di certo da tutti è stato rilevata l’inadempienza di chi, dopo più di due mesi dalla lettera di segnalazione, e da circa due mesi dall’istanza di cui sopra, non ha ancora rispettato una richiesta urgente e significativa da parte dei suo concittadini, che preoccupati, altro non chiedono alle istituzioni preposte al caso, se non che venga verificata la eventuale presenza di amianto in quell’edificio, e nelle zone circostanti.Tra i presenti vari rappresentanti della stampa, della giustizia e dell’associazionismo, ma anche dei giovani giornalisti,che nelle due scuole adiacenti la ex fabbrica hanno studiato Oggi il Liceo scientifico Urbani è stato dislocati, ma restano comunque funzionanti i due edifici che ospitano la Scuola della prima infanzia ( materne,elementari e medie).
San Giorgio a Cremano, 26 febbraio ‘10
COMITATO CITTADINO SAN GIORGIO A CREMANO
www.comitatocittadinosangiorgioacremani.it
PETIZIONE POPOLARE: Amianto il Killer Silenzioso
Chi vuole può stampare la petizione (foglio A4, fronte testo retro tabella firme), una volta compilata contattaci per la riconsegna.
clicca qui per scaricare la petizione in formato pdf
Petizione verifica presenza amianto
“Amianto il Killer Silenzioso, Fabbrica dei veleni a San Giorgio a Cremano? Quale è la verità ?”
Il Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano organizza l’incontro:
“Amianto il Killer Silenzioso, Fabbrica dei veleni a San Giorgio a Cremano? Quale è la verità ?”
che si terrà il giorno giovedì 25 Febbraio alle ore 16.00 presso la Villa Vannucchi, c/o via Roma San Giorgio a Cremano. Il 14 Gennaio scorso il Comitato, a seguito di segnalazioni durante la 3a Passeggiata Antidegrado, relativamente alla pericolosità della copertura in cemento-amianto della ex fabbrica di frigoriferi in corso Umberto a San Giorgio a Cremano , ha protocollato presso gli uffici del Sindaco, dell’assessorato all’ambiente, dell’Asl Napoli3 Sud e dell’ARPAC la richiesta di valutazione del rischio amianto in quell’edificio e zona circostante. In attesa di una risposta dal Sindaco e dagli Enti preposti, parte una petizione popolare per sollecitare le Istituzioni a farsi carico dell’annosa e controversa questione, considerato che la vecchia fabbrica risulta in stato di palese degrado da decenni.
Per informazioni www.comitatocittadinosangiorgioacremano.it
lavocedeicittadini@libero.it 3383872689
![]()
Quelle discariche all’ombra del (Parco Nazionale) Vesuvio
Il 10 febbraio 2010 il Consiglio dei Ministri da il via libera all’apertura di una seconda discarica nel Parco Nazionale del Vesuvio, e i comitati vesuviani in lotta fanno sentire la loro voce. Una produzione wasteemergency.com. Versione aggiornata del video andato in onda il 10 gennaio 2010 su Sky Tg24.
Fonte : www.chiaianodiscarica.it
Quella legge che condanna a morte lenta la popolazione vesuviana
Il destino di Napoli Est: Lunedi 21 Febbraio ore 16.00-(P.zza Pacichelli, S. Giovanni a Teduccio)

Lunedì 22 febbraio 2010, alle ore 16,30, nella Biblioteca Antonio Labriola (Piazza Pacichelli - San Giovanni a Teduccio, Napoli), sarà presentata la pubblicazione: «Il destino di Napoli est - La pianificazione di un disastro: la nuova centrale a turbogas, il nuovo Terminale Contenitori e l’inceneritore». La pubblicazione è stata curata da Massimo Ammendola, dell’Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, da Vincenzo Morreale e Salvatore Morriale del Comitato Civico di San Giovanni a Teduccio. L’iniziativa sarà coordinata da Marco Sacco e Antonio Trotta. A partire dal 2006 il Comitato Civico di San Giovanni a Teduccio ha condotto un dura lotta per impedire che fossero realizzate opere che sconvolgeranno un territorio già martoriato da un modello di sviluppo che ha prodotto devastazioni gigantesche. Nella pubblicazione sono state ricostruite tutte le fasi che hanno determinato quelle scelte, ed anche le contraddizioni che esse stanno determinando. Reputiamo la decisione di costruire il nuovo mega porto commerciale nel cuore della città, una scelta sbagliata, che non privilegia sicuramente, a nostro modo di vedere, gli interessi generali. Nel valutare oggettivamente la qualità delle deliberazioni adottate per la linea di costa dell’area orientale, si comprende con tutta evidenza che non si è scelta la strada della riqualificazione Essa non ha trovato sostenitori poiché a fronte degli investimenti che avrebbe comportato, non avrebbe consentito la realizzazione di profitti immediati. Riteniamo, tuttavia, che solo la riqualificazione, quella vera e non quella nominale, resti l’unico strumento che può risollevare le sorti della città. La pubblicazione si concentra su questi temi. Ci proponiamo con essa di stimolare la riflessione, di favorire un processo di riaggregazione di quanti vogliono contribuire a costruire una prospettiva migliore. Alla presentazione interverranno: l’avv. Elena Coccia dell’Associazione Giuristi Democratici, padre Alex Zanotelli e il prof. Giuseppe Comella, Direttore Dipartimento Terapia Medica Istituto Nazionale Tumori “G. Pascale”.
Comitato Civico San Giovanni a Teduccio
VOGLIONO PRIVATIZZARE ANCHE L’ACQUA! !! MA NON CE LA DARANNO A BERE LA VERA GESTIONE E’ SENZA SE E SENZA S.P.A
La battaglia contro la privatizzazione dell’acqua sta sempre più irrompendo (non senza fatica, per i vari tentativi volti a “confondere le acque”) su tutto il territorio nazionale. Numerosi sono i comitati di cittadini, espressione di un vasto movimento popolare, che in ogni comune spontaneamente si ribellano alla cessione dell’acqua a società per azioni. Il governo con il decreto Ronchi ha posto le basi per la definitiva “opera” di privatizzazione dell’acqua, e dei servizi pubblici locali (tra cui trasporti e rifiuti) portando a termine un processo iniziato già da vari decenni, nel corso dei quali i vari governi succedutisi si sono di fatto dimostrati di essere un mero strumento al servizio degli interessi finanziari, perseguendo politiche dettate delle potenti lobby affaristiche, ignari e sordi delle istanze popolari che in modo praticamente unanime, sono stati e sono, contrari alla privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali. La cessione dell’acqua, all’interesse e al profitto di accanite e ben note multinazionali, pone in essere un vergognoso danno alla sovranità popolare, privando di un diritto universale i cittadini, che, saranno inoltre costretti a far fronte ad un vertiginoso aumento delle tariffe, ad un peggioramento qualitativo del servizio (basti pensare ai comuni ATO3, dove si è assistito a bollette aumentate del 400% e alle recenti incredibili autodecisioni di interruzione del servizio idrico!!!! Adottate dalla Gori s.p.a. nei confronti di alcuni cittadini). Per non parlare delle condizioni dei lavoratori che peggioreranno con il passaggio ad aziende di diritto privato.
QUINDI PERCHE’ NON PRIVATIZZARE?
1-Perchè una qualsiasi società o miste o a capitale pubblico è comunque una società per azioni obbligata a gestire il servizio idrico secondo criteri di tipo affaristico e non di efficienza pubblica del servizio.
2-Perchè l’impresa allontana la gestione del servizio dal controllo delle assemblee elettive dei cittadini. Molte delle scelte effettuate da imprese di questo genere ad esempio ACEA di Roma sono state discusse nei consigli di amministrazione,e non nei consigli comunali,se poi la società è quotata in borsa,sarà l’andamento dei mercati a determinare le scelte.
3-Perchè trasformare l’acqua in un bene economico significa non riconoscerla più come diritto umano,infine se il privato ricava profitto dai consumi quale interesse potrà avere nel ridurre gli sprechi?
Quindi è necessario che si sviluppi una ancor più forte mobilitazione popolare.
Una mobilitazione che dica STOP alla messa sul mercato di beni comuni e servizi pubblici, che riesca ad opporsi alle privatizzazioni e speculazioni che in nome del profitto stanno devastando i nostri territori e le nostre stesse vite. Il forum nazionale dei movimenti per l’acqua, ha convocato per il 20 Marzo una manifestazione per la ripubblicizzazione dell’acqua, la difesa dei beni comuni e la giustizia climatica. In previsione di tale manifestazione ed anche per l’organizzazione della campagna referendaria (la cui raccolta firme partirà ad Aprile), sono state fissate alcune assemblee preparatorie.
Il 20 Febbraio è stato fissato a Napoli, un incontro di preparazione che coinvolgerà tutti i comitati contro la privatizzazione dell’acqua e in difesa dei beni comuni del Centro – Sud. Sappiamo che le mire privatistiche si concentreranno sopratutto al Sud, un territorio infatti in cui tali processi sono ancora in una fase embrionale ma già fortemente martoriato da speculazioni, business della criminalità organizzata, corruzione e crisi economica. Per questo crediamo che il 20 Febbraio possa essere un occasione per tutti i cittadini che si sentono indignati, a far senire la propria voce di fronte a una decisione che premia il ricco a discapito della gente comune.
CI OCCORRE L’AIUTO DI TUTTI VOI,CI OCCORRE CHE SIAMO PIU’ UNITI CHE MAI!!!
Il 20 Febbraio alle ore 11.30 pertanto, alla sede di Ingegneria senza Frontiere, in P.zza Cavour 38, Invitiamo a prendere parte all’assemblea dei comitati del sud Italia tutte le realtà: associazioni, collettivi, comitati, lavoratori, partiti, e tutti coloro che sinceramente e concretamente si battono per la difesa dei beni comuni, e per la riappropriazione sociale di ciò che appartiene a tutti noi.
COORDINAMENTO CAMPANO PER LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA
San Giorgio a Cremano: Petizione contro i nuovi ripetitori
Riceviamo e pubblichiamo
di m.c.-Nuovi ripetitori in pieno centro abitato a pochi metri dalle abitazioni, questo il nuovo progetto approvato dal Comune di San Giorgio a Cremano ma è già partita la raccolta firme per bloccarlo. Chi si trovasse nelle zone interessate, in questo articolo troverà le indicazioni per aderire e salvaguardare la propria salute. Il Comune di San Giorgio a Cremano, con una delibera approvata il 28 dicembre 2009 ha concesso a un numero imprecisato di compagnie telefoniche l’uso di aree pubbliche da destinare all’installazione di antenne ed apparati di telefonia mobile. Le aree in questione sono: il Palaveliero in via Manzoni e il campo sportivo “Paudice” in via Sandriana. Il prezzo da pagare per le compagnie telefoniche sarà di circa 12.000 euro all’anno, ma per i cittadini potrebbe essere molto più alto in termini di salute. E’ risaputo infatti che, nonostante le rassicurazioni dei politici e dei comuni che concedono tali autorizzazioni; lì dove è presente un ripetitore, spuntano sempre numerosi casi di tumore e leucemia. Per avere un esempio basta ricordare cosa successe a Castellammare nel 2008. Lì dopo l’istallazione di un ripetitore si sono avuti decine di decessi per tumore o leucemia. Il signor Luigi Gioia, presidente di un comitato per la tutela e la difesa del consumatore e del cittadino, fece una mappatura del fenomeno e riscontrò con chiarezza inequivocabile che i decessi cominciavano a partire già da 100 metri di distanza. L’articolo completo e la mappa dei decessi si trovano al seguente indirizzo: http://www.agoravox.it/Ripetitori-dannosi-o-inutile .Nell’area circostante il Palaveliero è già partita la raccolta firme per chiedere al Sindaco di ritirare l’autorizzazione alle compagnie telefoniche. Ad organizzarla è Enrico De Marco, il quale conta in breve tempo di lasciare appositi moduli nelle portinerie di tutti i condomini nell’area circostante il Palaveliero. Chiunque fosse interessato può contattarlo al numero 348-3347468, oppure all’indirizzo enricodemarco@email.it .
De Marco non è nuovo a questo genere di iniziative. Prima dell’estate 2009 un ripetitore doveva essere istallato a via Cupa Bolino. La strada si trova al confine con San Giorgio ma appartiene al territorio del Comune di Napoli. In quell’occasione De Marco, col supporto dei cittadini, riuscì a impedire l’istallazione attraverso una protesta ed una petizione. L’area circostante via Cupa Bolino è una zona con una densità abitativa nettamente inferiore a quella attorno il Palaveliero, dove ci sono parchi e scuole, compresi asili. Quindi, se il Comune di Napoli ha ritirato l’autorizzazione alle compagnie telefoniche in quell’occasione, il Comune di San Giorgio dovrebbe fare lo stesso.







