Osservasalute Ambiente: gran parte delle regioni in ritardo su radon e inquinamento acustico

Luglio 31, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Ambiente 

Sui rifiuti il rapporto prende in considerazione solo gli urbani, tralasciando gli speciali, che sono almeno 4 volte di più

radon

FIRENZE. Greenreport ha in parte riferito ieri in merito alla presentazione della prima edizione del rapporto Osservasalute Ambiente (2008), soffermandosi in particolare sulle carenze da nord a sud del settore idropotabile. Per le altre matrici la situazione purtroppo non è più confortante. Nonostante il trend positivo, per quanto riguarda l’inquinamento acustico, solo il 31,5% dei comuni italiani ha approvato la classificazione acustica il che denota un netto ritardo per la gran maggioranza delle amministrazioni comunali.

Situazione ancora peggiore per l’inquinamento da radon. il Rapporto mette in luce un forte ritardo delle Regioni che devono eseguire una mappatura del territorio e individuare le zone in cui il problema si presenta in modo più rilevante, dove sarà obbligatorio effettuare misure e interventi in tutti i luoghi di lavoro, anche in superficie. Una prima individuazione delle aree doveva essere effettuata entro il 31 agosto 2005, ma la mancata costituzione di una speciale commissione, che avrebbe dovuto stabilire le linee guida per le metodologie di mappatura, ha portato ad accumulare anni di ritardo.

Complessivamente non “brillanti” i dati generali della qualità dell’aria nelle aree urbane specialmente al nord. Per quanto attiene il settore rifiuti, il rapporto prende in considerazione produzione e raccolta differenziata solo degli urbani.

Come più volte greenreport ha sottolineato tali dati forniscono qualche indicazione ma non la fotografia completa delle criticità del settore rifiuti. In ogni modo nel periodo 1999-2006, secondo il rapporto, i rifiuti urbani sono cresciuti di oltre 4 milioni di tonnellate (+15%), passando da 28,3 milioni di tonnellate nel 1999, a 32,5 nel 2006. Il tasso di crescita risulta più marcato nel Centro (+21%) e Nord (+13,6%) rispetto al Sud (+12%). Qualche passetto in avanti è stato registrato sul fronte della raccolta differenziata passata dal 13,8% nel 1999, al 25,8% della produzione totale nazionale dei rifiuti urbani nel 2006, valore nettamente inferiore all’obiettivo del 35% previsto dalla normativa a tale data.

«Nella maggior parte dei casi - osserva Umberto Moscato dell’ Istituto di Igiene dell’università Cattolica di Roma, uno degli autori del rapporto- l’ambiente è monitorato solo per obbligo normativo e tale monitoraggio è disconnesso rispetto a una reale conoscenza del fenomeno salute/malattia nella popolazione. Questi problemi si amplificano se visti in un’ottica di gap tra Regioni (virtuose e meno virtuose), considerando che l’inquinamento è un fenomeno globale».

«Sebbene un cittadino di Pavia - continua Moscato- potrebbe essere soddisfatto in quanto la provincia dichiara che i parametri ambientali vanno bene, in realtà fumi industriali provenienti dalla Campania, dove i controlli sono meno rigorosi o assenti, potrebbero in ogni istante determinare effetti negativi sulla sua salute, perché gli inquinanti non si fermano ai confini regionali».

In base alla fotografia che emerge da questi dati, è necessario investire per tutelare e riqualificare il territorio del nostro Paese, che è il vero “tesoretto” che abbiamo a disposizione e che invece più o meno velocemente stiamo dilapidando.

Federico Gasperini

 

RIFIUTI: BERTOLASO, CHIEDERO’ SCIOGLIMENTO 11 COMUNI CAMPANIA

Luglio 29, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Emergenza rifiuti 

(ASCA) - Roma, 28 lug - Il sottosegretario e commissario straordinario all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso chiedera’ nei prossimi giorni, al ministro dell’Interno, lo scioglimento di 11 comuni campani per ”gravi inadempienze” per quanto riguarda il ciclo dei rifiuti, cosi’ come prevede la normativa vigente. Ad annunciarlo e’ stato lo stesso Commissario Bertolaso riferendo in audizione alla Commissione rifiuti a San Macuto.

Bertolaso ha parlato di ”diverse omissioni” da parte degli enti locali che vanno ”dalla non raccolta della spazzatura in strada, al non avvio della raccolta differenziata. Il compito del commissario - ha poi chiarito - al contrario di cio’ che molti credono, non e’ raccogliere la spazzatura ma trovare siti dove smaltirla. E in questo caso - ha aggiunto - ci troviamo di fronte a un vizio di forma e di sostanza grave di questi comuni”. Alla domanda di un giornalista se gli altri 540 comuni campani fossero, invece, ‘virtuosi’ Bertolaso ha aggiunto: ”Diciamo che sono meno birichini di questi 11…”.

Da quanto si e’ appreso in seguito, nell’allegato consegnato ai commissari dallo stesso sottosegretario Bertolaso i comuni di cui si chiedera’ lo scioglimento, tutti nelle province di Caserta e Napoli sono: Castel Volturno, San Marcellino, Aversa, Trentola Ducenta, Maddaloni, Casal di Principe, Casaluce, Giugliano, Afragola, Nola e Qualiano.

gc/cam/ss

San Giorgio a Cremano: Percentuale raccolta differenziata

Luglio 28, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Emergenza rifiuti 

Appuntamento settimanale con le percentuali di Raccolta differenziata a San Giorgio a Cremano, il problema dello smaltimento dei rifiuti è ancora lontanissimo da una soluzione, questo spazio vuole essere un monito a riaccendere i riflettori sull’emergenza rifiuti che nella nostra città continua ancora oggi.
Tutti siete invitati a partecipare con i vostri commenti a questi articoli che saranno un appuntamento settimanale abituale.

 

25/07/2009:

Differenziata : 18.02 %

 

Fonte: S.I.R.

NUCLEARE: “Caro, inutile e pericoloso” la rivolta di verdi e Regioni

Luglio 27, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Ambiente 

Dure reazioni di ambientalisti e governatori di Puglia e Piemonte al ddl che reintroduce l’energia atomica di VALERIO GUALERZI

 

ROMA - “Inutile e dannoso”, “ritorno alla preistoria”, “follia ambientale ed economica”. Sono durissime le reazioni al via libera definitivo dato oggi dal Senato al disegno di legge sullo sviluppo, il provvedimento che stabilisce il ritorno dell’Italia all’energia nucleare. Se Pd e Italia dei valori hanno cercato inutilmente di far deragliare l’approvazione del testo, tentando di far mancare a palazzo Madama il numero legale, le associazioni da sempre in prima fila nella lotta contro l’atomo si sono affidate a comunicati e commenti infuocati. Paradossalmente, rispetto a 22 anni fa, quando il nucleare fu espulso dal Paese con un referendum popolare, oggi la preoccupazione delle associazioni che promossero quella campagna sembrano essere economiche prima ancora che di tipo ecologico. Puntare come vuole fare l’Italia con il “ddl sviluppo” sull’obsoleto nucleare di terza generazione dopo aver abbandonato da anni la ricerca e la produzione industriale legata a questo settore, prima ancora che un problema di sicurezza è un colossale spreco di risorse.  “Con grande soddisfazione - denuncia ad esempio Legambiente - questo governo oggi plaude a se stesso per aver raggiunto un antico obiettivo: tornare alla preistoria energetica e spendere soldi in grandiose e fragili cattedrali per la produzione di energia nucleare di terza generazione, proprio quella tecnologia che Barack Obama si è rifiutato di finanziare perché inquinante e insicura”. 
A sottolineare quanto il voto di oggi del Senato sia in contraddizione con quanto avviene nel resto del mondo è anche il Wwf. “Il G8 a presidenza italiana - ricorda l’associazione - affronta il nodo cruciale delle politiche climatiche ed energetiche del Pianeta, dalle quali emerge la necessità di puntare con decisione ed urgenza sulle nuove tecnologie pulite: sembrerebbe una strada finalmente tracciata anche per l’Italia, facilitata anche dal consenso che si sta formando tra i paesi più influenti del mondo. E invece no: alla prova dei fatti, l’Italia decide di perseverare sulla vecchia strada e continuare a perdere tempo e denaro puntando tutte le proprie carte sull’opzione nucleare e ponendo un’ipoteca quasi irreversibile sulla diffusione delle energie rinnovabili nel nostro paese”. L’altro aspetto che viene denunciato dagli ambientalisti è proprio il sacrificio che gli investimenti sul nucleare, decisamente antieconomico e fuori mercato, richiederanno allo sviluppo di eolico e solare. “Costruire le nuove centrali - prevede il direttore di Greenpeace Giuseppe Onufrio - porterà l’Italia ad avere una disponibilità eccessiva di energia, il che porterà inevitabilmente a un allentamento della spinta sulla produzione da fonti rinnovabili e sul consumo efficiente”.  “In questo provvedimento c’è tutto il paradosso del governo della destra - lamenta Roberto Della Seta capogruppo del Pd nella commissione Ambiente del Senato - Il ddl è nato vecchio e ora è addirittura decrepito. Mentre tutti i Paesi industrializzati vanno verso l’innovazione e le fonti rinnovabili, per Berlusconi e Scajola i problemi energetici dell’Italia si risolvono ricominciando a produrre energia nucleare tra 20 anni. Pura propaganda ideologica, aggravata dal fatto che i siti nucleari verranno scelti liberamente dalle imprese che li realizzeranno, alla faccia del federalismo potranno essere localizzati anche contro la volontà delle Regioni, e saranno di fatto militarizzati”.  Tra i più agguerriti contro il ddl c’è infatti anche Nichi Vendola, il governatore della Puglia, una delle regioni che potrebbe essere interessata dalla costruzione di una nuova centrale. “Le centrali nucleari sono impianti a rischio rilevante, la Puglia - avverte il governo - vuole continuare a essere la terra delle rinnovabili, il parco delle energie rinnovabili più interessante d’Europa”. Secondo Vendola “finora i discorsi energetici del governo sono stati un cumulo di banalità e un annuncio di scelte autoritarie”. “Io immagino - aggiunge - che la militarizzazione del territorio per fare una centrale sia una scelta suicida per chi ce l’ha in testa”. “Ho proposto già al ministro Scajola - conclude Vendola - il tema vero: l’ottimizzazione della rete di trasmissione. Il paese perde il 12% dell’energia che produce a causa dell’obsolescenza della rete”. Sulla stessa lunghezza d’onda la reazione di Mercedes Bresso, presidente del Piemonte, regione dove sorge ancora la vecchia centrale di Trino Vercellese. “Il nucleare è una scelta sbagliata dal punto di vista strategico, economico e anche della sicurezza per i cittadini - commenta - E ci sono moltissimi dubbi sulla reale copertura economica dell’enorme spesa che si dovrebbe programmare”.

San Giorgio, l’Idv espelle due consiglieri

Luglio 24, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: News dal Comune 

San Giorgio a Cremano. I vertici dell’Idv hanno deciso di espellere dal partito il capogruppo Aquilino Di Marco e il consigliere Antonio Maione, attualmente indipendenti nel Consiglio comunale di San Giorgio. I motivi, stando al documento firmato dal parlamentare e segretario regionale Nello Formisano e dal segretario provinciale Elpidio Capasso, sono il non aver votato il bilancio comunale e non aver sostenuto il partito durante l’ultima tornata elettorale. La frattura all’interno del partito si è creata quando il segretario cittadino di Idv, e il consigliere Andrea Madonna hanno ufficializzato l’entrata in maggioranza. «Siamo stati espulsi - afferma il consigliere Aquilino Di Marco - senza alcun contraddittorio. Dopo l’ingresso in maggioranza del consigliere Madonna e la nomina ad assessore di Vincenzo Ruggiero (segretario cittadino di Idv a Napoli) tra noi e le segreterie non c’è stato alcun incontro, anzi all’indomani dell’ingresso in maggioranza del partito lo stesso Capasso definì la decisione come un’iniziativa personale del consigliere Madonna e del segretario cittadino Stano Barbieri. Inoltre Di Pietro, dopo l’uscita di Italia dei Valori dalla maggioranza napoletana ha detto di non appoggiare le amministrazioni locali». Replica Capasso: «Dopo l’appoggio a Giorgiano abbiamo incontrato il consigliere Madonna e il segretario cittadino e abbiamo condiviso la linea intrapresa a livello locale, indicando Vincenzo Ruggiero come assessore al Bilancio. L’uscita dalla maggioranza al Comune di Napoli risale ad un anno fa e ora, a differenza di altri partiti, sia alle ultime elezioni che a livello locale stiamo appoggiando il centrosinistra e il Pd». Fonte: www.ilmattino.it

San Giorgio il racket continua

Luglio 23, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Comitato 

San Giorgio a Cremano. Torna l’incubo del racket in città. Nelle scorse ore i carabinieri hanno arrestato un ventenne, Giorgio Limatola, residente a San Giorgio e già noto alle forze dell’ordine, che con due complici aveva cercato di estorcere del denaro a un imprenditore edile. Da alcuni giorni i tre si aggiravano nella zona visitando cantieri edili ed esercizi commerciali. Così avevano fatto anche presso un cantiere in via Papa Giovanni XXIII, una traversa privata di via San Martino dove avevano chiesto di parlare con il titolare dell’impresa che sta effettuando i lavori di ristrutturazione di uno stabile. Non trovandolo, avevano minacciato gli operai, facendo intendere che sarebbero passati in seguito a riscuotere una forte somma di denaro in cambio della loro tranquillità. L’imprenditore, avvisato di quanto era successo, ha subito allertato le forze dell’ordine, a cui erano già arrivate segnalazioni simili in giornata. I carabinieri hanno individuato i tre e hanno avviato il pedinamento. Quando i malviventi si sono recati di nuovo in via Papa Giovanni XXIII ad attenderli non c’era solo l’imprenditore ma anche i militari. I due complici di Limatola sono riusciti a darsi alla fuga mentre il ventenne è stato arrestato e successivamente rinchiuso nel carcere di Poggioreale con l’accusa di tentata estorsione. I carabinieri, che hanno già identificato gli altri due giovani, sono sulle loro tracce. Limatola e i suoi complici sono considerati dalle forze dell’ordine dei «cani sciolti», che non fanno riferimento ad alcun clan camorristico, nemmeno agli Abate, la famiglia che storicamente controlla il racket e i traffici illeciti sul territorio cittadino ma che negli ultimi anni è stata piegata da numerosi arresti. È invece attualmente latitante il boss Bruno Abate, ricercato per una tentata estorsione in un cantiere di via Roma. Per Sante Coppa, responsabile territorio dell’Unione regionale Artigiani e Commercianti, «è incoraggiante vedere che imprenditori ed esercenti hanno alzato la testa e che il numero di coloro che denunciano aumenta sempre di più: mi auguro che siano di esempio per chi ha ancora paura. A San Giorgio il fenomeno del racket è meno esteso che a Portici o a Ercolano ma non per questo dobbiamo abbassare la guardia, anzi. Chiedo alle forze dell’ordine di porre attenzione anche a un altro tipo di estorsione, quella che consiste nel prelevare beni di consumo nei negozi e non pagarli. È un fenomeno che si sta allargando ogni giorno di più». Fonte: www.ilmattino.it

Orti in città

Luglio 23, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Ambiente 

 Una nuova moda dilaga tra gli italiani: pare che quattro concittadini su dieci dedichino il proprio tempo libero al giardinaggio o alla cura del’orto. Ormai superato il passatempo di produrre vino e olio da regalare a Natale agli amici, per essere al passo con i tempi ora si coltivano orti “in villa” e in città, sfruttando ogni piccolo angolo di terra che capita, per i più fortunati in giardino, per gli altri su terrazze e balconi. Leggendo fra le righe: al di là della crisi economica, c’è voglia di natura e di naturalezza: quindi perché non dedicarsi alla cura di un orto nel week end? Oltre che una piacevole occupazione (utile anche per tenersi in forma e per trascorrere un po’ di tempo all’aria aperta), se fatto seriamente può essere un toccasana per il portafogli. Non hai a disposizione un giardino per coltivare pomodori, fagiolini e qualche ciuffo di insalata?
In questo caso puoi affittare un pezzo di terra dal tuo Comune. E’ da un po’ di anni che i sindaci delle città e delle province italiane (come Milano, Firenze, Livorno, Ferrara, Marano, Torino di Napoli…) hanno deciso di destinare una parte del suolo comunale alla coltivazione di orti privati. Per scoprire se il tuo comune offre questa opportunità ai residenti, basta semplicemente fare una ricerca in Internet con le parole : “orti comunali + nome del tuo comune”. L’assegnazione degli orti è compito del Comune, avviene di norma mediante bando (tanto che nelle città del Nord già si sono create delle liste d’attesa) e mediamente dura dai tre ai cinque anni. La cifra che si paga per l’affitto è simbolica e l’appezzamento misura dai quaranta ai cinquanta metri quadri. Se finora sonostati soprattutto anziani e pensionati a dedicarsi alla cura degli orticelli urbani, ora puoi provare anche tu a cimentarti con sementi, zappe e calendari lunari. La soddisfazione è garantita, e guai se l’orto del vicino è più verde! (E.S.) Fonte: www.virgilio.it

San Giorgio a Cremano: Percentuali Raccolta Differenziata

Luglio 21, 2009 by admin · Leave a Comment
Filed under: Comitato 

Da questa settimana inizieremo a pubblicare le percentuali di Raccolta differenziata a San Giorgio a Cremano, il problema dello smaltimento dei rifiuti è ancora lontanissimo da una soluzione, questo spazio vuole essere un monito a riaccendere i riflettori sull’emergenza rifiuti che nella nostra città continua ancora oggi.
Tutti siete invitati a partecipare con i vostri commenti a questi articoli che saranno un appuntamento settimanale abituale.

 

18/07/2009:

Differenziata : 17.43 %

 

Fonte: S.I.R.

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