San Giorgio: in arrivo dalla provincia 247000 € per la raccolta differenziata
Differenziata, 7 milioni per i Comuni
LA PROVINCIA STANZIA I FONDI DA DESTINARE AGLI ENTI PER INCENTIVARE L’ACQUISTO DI NUOVI MACCHINARI. SOLO 32 I “VIRTUOSI”
NAPOLI. La Provincia di Napoli stanzia 7 milioni di euro per incentivare l’acquisto di automezzi e attrezzature per la raccolta differenziata, distribuendoli ai comuni richiedenti secondo i parametri contenuti nel bando pubblico del 23 ottobre dello scorso anno. All’opportunità di accede ai finanziamenti provinciali hanno aderito poco più dei due terzi dei Comuni della provincia beneficiando di somme di denaro che oscillano dai quasi 417 mila euro per Casoria (con il 25,28% di differenziata), ai poco più di 6 mila e 600 euro di Liveri (che vanta un 46,29 % di differenziata). Tra loro, altri 65 amministrazioni comunali che investiranno le somme erogate, per acquistare nuovi cassonetti, macchine pulitrici e raccoglitrici dei rifiuti domestici. «Il tutto - dichiarano dalla Provincia - nell’ottica di una politica incentivante la raccolta differenziata. In questi ultimi 5 anni, l’assessorato all’ambiente, ha investito più di 20 milioni di euro del bilancio provinciale. Attività che ha consentito enormi passi in avanti nel raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata che in molti Comuni della provincia non hanno nulla ad invidiare alle migliori città del nord. Il 2008 si è chiuso con 44 Comuni al di sopra del 25% di cui 13 con una percentuale superiore al 50%». Entusiasmi di successi raccolti che però mal si sposano con le sanzioni previste dal 1° comma dell’art. 11 del decreto legge 23/5/2008, n. 90, in ordine alla raccolta differenziata, in cui vengono stabiliti obblighi, scadenze e sanzioni per i comuni inadempienti. Entro la data del 31 dicembre dello scorso anno, si legge nel decreto, i Comuni avrebbero dovuto raggiungere il 25% di raccolta differenziata. Percentuale non raggiunta, come si evince dalle dichiarazioni della Provincia e dai dati del Sir, da ben 47 Comuni su 91 che compongono la provincia. Una “defezione” che costerà ai cittadini di quei Comuni un aumento sulla tariffa di smaltimento dei rifiuti indifferenziati pari al 25% dell’importo stabilito per ogni tonnellata di rifiuto conferito agli impianti di trattamento e smaltimento. A tutt’oggi ancora 32 Comuni, tra cui 22 di quelli beneficiari dei contributi provinciali (per un ammontare di 3.076.019 euro sui 7 milioni del totale), sono sotto la soglia che avrebbero dovuto raggiungere già nel dicembre scorso, mentre, tra 8 mesi, il traguardo da raggiungere sarà quello del 35%. Dato raggiunto, per il momento, solo da 46 comuni su 91. In conclusione, se la matematica non è un’opinione, è da desumere che, a beneficiare nuovamente degli incentivi proposti dell’amministrazione provinciale, anziché i comuni più virtuosi, saranno quelli più indisciplinati. Tra i premiati, solo 32 comuni su 67 hanno le “carte in regola” con quanto richiesto dal decreto legge 90/2008. Angela Saracino- fonte: www.ilroma.net
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LAVORI ALLA CONDOTTA REGIONALE, disservizi idrici in alcuni comuni tra il 5 e 7 maggio 2009
Per consentire l’esecuzione dei lavori alla centrale di sollevamento di S. Maria la Foce a Sarno, la Regione Campania – Settore Ciclo Integrato delle Acque – sarà costretta a ridurre la portata idrica. Pertanto, GORI comunica che si verificheranno disservizi idrici e mancanze d’acqua, a partire dalla mattinata di martedì 5 maggio e sino alla tarda mattinata di giovedì 7 maggio 2009, nei seguenti comuni: Cercola (esclusa la zona Caravita), Ercolano, Nola (interessate solo alcune zone), Portici, San Gennaro Vesuviano, San Giorgio a Cremano, Saviano (interessate solo alcune zone) e Torre del Greco (interessate solo alcune zone).
Dal sito Gori SpA
Generale Giannini: “Riusciamo a smaltire tra Inceneritore e Discariche più di quel che viene prodotto”….e qui ti volevo !!!
Finalmente vuoi per errore, vuoi per caso, vuoi perchè il Pataterno si è messo di mezzo, il Generale Giannini dell’Esercito dice ai microfoni che tra Inceneritore e Discariche si riesce a smaltire più di quel che abbiamo bisogno!!!
Allora a questo punto dopo questa dichiarazione, anche coloro i quali non hanno ancora capito i danni provocati dagli Inceneritori, vuoi per disinformazione ad HOC, vuoi per poche capacità cognitive, verrà facile facile (si spera) la questione : Se si riesce a smaltire più del necessario a cosa servono altri 4 Inceneritori ??? E se noi differenziamo e tu ci bruci e seppellisci tutto allora che differenziamo a fare ???
Ancora una volta vi vengo in aiuto, perchè dovete sapere che la risposta ovviamente cè!
Signori e Signore, dovete sapere che la Campania diverrà grazie a questi signori la pattumiera d’Italiaaaaa…..(stacchetto musicale)…..importeremo rifiuti da tutta la Nazione e probabilmente anche dall’estero.
Acqua Pubblica
Giovedì 23 Aprile - Presidio al Parlamento a sostegno della legge d’iniziativa popolare
Per l’acqua bene comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico
Sotto la discarica di Chiaiano cosa c’è?
I comitati cittadini denunciano ancora una volta irregolarità di gestione della cava di Chiaiano. Questa volta nella discarica, secondo la denuncia presentata sotto forma di video in cui sono raccolte le immagini scattate dai cittadini, sono finiti ogni genere di rifiuti, compreso l’amianto che è stato imbustato.
Una “gita” nei dintorni mostra abbandonato un autobus e scrive Teleclubitalia:
Sotto montagne di terra c’è qualsiasi cosa a cominciare da bidoni e fusti tossici abbandonati. Lecito chiedersi cosa facciano lì e perchè non vengano rimossi.
L’inceneritore inquina come tre auto? Forse Berlusconi intendeva 116mila
Il dubbio è venuto a un responsabile dell’Asl Napoli 1 che ha incrociato i dati sul sito dell’Ispra e del commissariato
NAPOLI - Ma davvero, come affermò Berlusconi ad Acerra, un termovalorizzatore può inquinare “solo” come tre automobili di media cilindrata? Il dubbio è venuto a chi si occupa ogni giorno della salute dei napoletani. Pio Russo Krauss - responsabile del settore Educazione sanitaria e ambientale Asl Napoli 1 Centro - ha fatto, così, per curiosità (e per dovere professionale), due controlli incrociati. Scoprendo una verità imbarazzante quanto lapalissiana. E cioè che un inceneritore, naturalmente, inquina, e non poco. Affermazione supportata da una serie di cifre dallo stesso Krauss in una lettera inviata al sito iustitia.it. Quanto inquina allora il termovalorizzatore acerrano? Almeno, scrive il medico, come 115.702 auto per quanto riguarda la Co2, come 61.000 auto per quanto riguarda gli ossidi di azoto, come 27.000 auto per quanto riguarda le polveri e come 562 per quanto riguarda il monossido di carbonio.
CONTROLLI INCROCIATI - Krauss si è preso la briga di controllare prima il catalogo delle emissioni delle varie tipologie di auto sul sito dell’Ispra, l’Istituto del ministero dell’Ambiente, guidato da Stefania Prestigiacomo (www.sinanet.apat.it/it/) e ha trascritto i tassi sulle emissioni di un’auto euro 3, di cilindrata 1400-2000, in ambiente urbano. Seconda tappa web, il sito del Commissariato rifiuti della Campania, portale dove si possono reperire i valori massimi di emissione (mg/mc di fumi) che la Fibe-Impregilo garantisce per l’inceneritore di Acerra. «Mancava il dato sulla Co2 emessa - precisa Krauss - che ho ricavato da Wikipedia. Ho moltiplicato i dati forniti dalla Fibe per i metri cubi di fumo emessi in un anno e ho così potuto paragonare le emissioni di un’auto di media cilindrata (euro 3) con quelle dell’inceneritore di Acerra». Risultato? Gli sbuffi dell’impianto acerrano inaugurato un mese fa inquinano molto, ma molto di più di tre “medie” automobili.
R. W.
Buone notizie dal comune di Ercolano, prendiamo esempio!
ANIELLO SAMMARCO Ercolano. Il Comune strizza l’occhio all’ambiente. E lo fa nella giornata mondiale dedicata al pianeta. Ieri nella seduta di giunta sono state approvate due delibere che hanno come minimo comune denominatore l’attenzione alla natura. Natura legata a doppia mandata a luoghi simbolo della città degli scavi: piazza Pugliano e gli edifici comunali, a cominciare dalla sede principale di corso Resina. Nella zona da sempre appannaggio delle cosiddette «pezze», dove è in corso un’opera di profonda riqualificazione avviata dall’amministrazione per la regolarizzazione delle attività sommerse, è stato di fatto istituito a cadenza quindicinale il mercatino del biologico. Nato in fase sperimentale lo scorso mese di marzo, il mercatino ha immediatamente riscosso consensi sia tra gli operatori che tra la gente: «Nelle domeniche in cui abbiamo proposto l’iniziativa - fa sapere il sindaco, Nino Daniele - tante sono state le persone che hanno invaso piazza Pugliano. Un successo andato anche oltre le nostre più rosee aspettative, frutto di un’offerta fatta dalle aziende del Vesuviano che ha immediatamente conquistato non solo gli ercolanesi ma anche i residenti nei comuni limitrofi». Riscontri che hanno convinto l’amministrazione ad istituzionalizzare il mercatino del biologico in maniera permanente ogni quindici giorni, una domenica sì e una domenica no. Si parte già il 26 aprile, per un appuntamento che è molto atteso dai responsabili delle aziende: «Abbiamo già ricevuto - sottolinea il primo cittadino - una ventina di adesioni. E altre siamo sicuri arriveranno adesso che la delibera è stata approvata. In fondo le realtà che operano nel biologico nelle nostre zone sono tante e tutte di pregevole qualità. E anche il riscontro che l’iniziativa ha avuto tra la gente ci ha spinto a dare più spazio al mercatino. Nell’ottica poi del definitivo rilancio di piazza Pugliano, obiettivo per il quale stiamo lavorando da tempo senza lesinare sforzi». Gli stand del biologico saranno allestiti, come già avvenuto nelle domeniche di sperimentazione, nella zona notoriamente appannaggio dei “pezzari”, per quella che è una sinergia che finora ha ben funzionato. Ma l’ambiente è anche risparmio energetico. Ed è questo il senso del secondo provvedimento adottato dall’amministrazione Daniele nella giornata di ieri. La giunta ha infatti approvato lo schema di convenzione che l’ente ercolanese andrà a siglare con la Beghelli nell’ambito del progetto «Un mondo di luce a costo zero» che prevede l’eliminazione dei vecchi impianti di illuminazione con la sostituzioni di quelli a risparmio energetico. «Un modo - evidenzia Daniele - per abbattere i consumi di quasi il 70%. Che significa ovviamente andare a risparmiare anche in termini economici». Un risparmio, spiegano dal Comune, sul quale graveranno solo in parte i costi da attribuire alla Beghelli, visto che l’intervento iniziale è a costo zero. Nella convenzione, che sarà firmata la prossima settimana, è scritto che ad essere interessati a questa prima parte di lavori saranno tutti gli edifici comunali.
Fonte: www.ilmattino.it
Presidio davanti Montecitorio a sostegno della legge d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica
Comunicato stampa
Nel pomeriggio di giovedì 23 Aprile, a partire dalle 14.30, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua organizza un presidio davanti alla Camera dei Deputati a Montecitorio.
Quest’iniziativa si svolge in occasione dell’audizione da parte della Commissione Ambiente della Camera dei Deputati di 3 rappresentanti dei movimenti per l’acqua (Paolo Carsetti per il Forum nazionale, Antonia Guerra Consigliera della Provincia di Bari, Alberto De Monaco per i Comitati territoriali) sulla proposta di legge d’iniziativa popolare per il governo e la gestione pubblica dell’acqua promossa dal Forum nazionale e che è stata sottoscritta da più di 400.000 cittadini. Il presidio si svolge sulla base di due motivazioni: la prima è per protestare contro la scarsa attenzione prestata dalla Commissione Ambiente della Camera dei Deputati al coinvolgimento del Forum nazionale, degli Enti locali che si battono per l’acqua pubblica, dei Comitati territoriali e quindi dei 400.00 cittadini nella discussione parlamentare. Infatti avevamo chiesto che ci fossero almeno 3 audizioni distinte rivolte rispettivamente al Forum nazionale, agli Enti Locali per l’acqua pubblica e ai Comitati territoriali che potessero rappresentare per intero le diverse anime del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, mentre ci è stata “concessa” un’unica audizione congiunta di 3 rappresentanti. La seconda motivazione è che con il presidio sottolineiamo la necessità che la discussione parlamentare sulla proposta di legge d’iniziativa popolare proceda celermente. Fino ad oggi così non è stato e, anzi, non si può sfuggire all’impressione di essere in presenza di una volontà dilatoria. Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, anche con questa iniziativa, intende dare continuità al proprio impegno perchè si possa affermare anche nel nostro paese il principio che l’acqua è un bene comune, un diritto universale e che il servizio idrico va ripubblicizzato.
Roma, 22 Aprile 2009
Per contatti e informazioni:
Paolo Carsetti (Segreteria Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua)
Via di S. Ambrogio n.4 - 00186 Roma
Tel./Fax. 06/68136225 Lun.-Ven. 15:00-19:00; Cell. 333 6876990
e-mail: segreteria@acquabenecomune.org
Sito web: www.acquabenecomune.org






