Riporto l’articolo del Mattino, chi è residente nella zona interessata o ha ulteriori notizie è pregato di commentare l’articolo:
Differenziata: al palo la raccolta dell’umido La raccolta sperimentale dell’umido in via Stanziale e in via Matteotti non è veramente partita, a farlo presente sono il consigliere di Forza Italia Luigi Castaldo e il presidente della pro loco Gennaro Improta, che abitano nella zona interessata dall’iniziativa, ma soprattutto i residenti: «Solo lo scorso venerdì - spiega Castaldo - e non il 22 dicembre come avevano detto, ci hanno consegnato le pattumiere, che riportano ancora il logo Mita, con le buste per il deposito dell’umido. All’interno dei contenitori c’era una lettera a firma del sindaco Giorgiano e dell’assessore Fulvio Fortunati dove c’è scritto che avremmo avuto delle indicazioni sulle modalità del prelievo. Ho anche inviato una nota all’Amministrazione dove ho messo in evidenza che in realtà nessuno è mai venuto a bussare alle nostre porte per ritirare il sacchetto con l’umido o a spiegarci quali regole seguire». La raccolta sperimentale dell’umido sulle due arterie cittadine, in realtà, doveva partire il 22 dicembre scorso ma non è così stando alle parole dei residenti: «Solo di recente - afferma la signora Carla R. - ci è stato consegnato il materiale ma poi più nulla, in sostanza ci hanno solo avvertito di un progetto mai partito».
Tags: a, Acqua, Ambiente, arpac, bassolino, bene comune, beppe, Berlusconi, Bertolaso, brescia, Campania, carotaggi, cava, Chiaiano, cip6, cittadino, CNR, Comitato, conferenza, consiglia, consiglio, corteo, cremano, day, De Gennaro, decreto, dei, del, differenziata, discarica, discariche, donne, emergenza, Emergenza rifiuti, esercito, ganapini, giorgio, gori. comunicato, grillo, idoneità, Iervolino, impregilo, in, INCENERITORE, inceneritori, indagini, jatevenne, lettera, lutto, manifestazione, Marano, meetup, monnezza, montanari, Napoli, natura, ortolani, Palazzo, perrotta, polizia, presidente, Presidio, pubblica, raccolta, referendum, rifiuti, salerno, salvio, san, san giorgio a cremano, servizi, stampa, stefano, termovalorizzatore, tumori
Con l’ordinanza n. 8 del 21 gennaio 2009 della Presidenza del Consiglio dei Ministri sono stati stanziati circa 850.000 euro per rimuovere l’amianto rinvenuto in ottobre 2008 durante i lavori di approntamento della discarica della Cava del Poligono di Chiaiano; la stessa ordinanza riconosce che la rimozione “costituisce una misura di estrema urgenza per la salvaguardia della salute pubblica” ed evidenzia che un ritardo “genererebbe gravi ripercussioni anche di ordine sociale”.
Si ricorda che la Cava del Poligono è l’unica, o una delle poche, nella quale non è stato accumulato materiale dopo la fine dell’estrazione del tufo. A 20 metri di distanza vi sono altre cave che invece sono state in parte illegalmente colmate con alcune centinaia di migliaia di metri cubi di materiali di natura sconosciuta fino al 2006 come è stato possibile ricostruire mediante lo studio di foto aeree e da satellite.
I tecnici dei comuni di Marano e Mugnano avevano sollecitato il Commissariato di Governo, tra giugno e luglio 2008, affinchè si eseguisse un’indagine non solo nella cava ma anche nelle zone contigue che sarebbero state interessate dai lavori, dal momento che era evidente che vi erano stati sversamenti illegali. La proposta fu rigettata asserendo che si sarebbe perso tempo inutilmente. I tecnici del Comune di Marano sono stati autorizzati ad effettuare un solo sopralluogo nella zona della cava, il 13 ottobre 2008, prima del ritrovamento dei rifiuti contenenti amianto. Dopo non è più stato consentito l’accesso nemmeno a parlamentari italiani ed europei. Nessun occhio esperto e indipendente ha mai visto cosa stia avvenendo nella zona dei lavori.
Oggi, con la citata ordinanza n. 8/09, si ha la conferma ufficiale che i rifiuti sono molto pericolosi e, considerata la cifra stanziata, si deduce che devono essere anche migliaia di metri cubi.
A questo punto la struttura commissariale deve dire la verità ai cittadini circa i seguenti punti.
Ma se sono tanto pericolosi per i cittadini, come mai si sono persi tre mesi? E come mai sono stati rimossi “irregolarmente,” per spostarli di alcune decine di metri, mettendo a rischio la salute dei lavoratori e dei militari? E come mai la superficie sbancata con i rifiuti affioranti è stata lasciata esposta all’aria e alle piogge che continuano ad erodere i materiali inquinanti e a trasportarli verso valle, probabilmente dentro alla Cava del Poligono e verso l’abitato di Marano lungo la Cupa del Cane? E i militari e i lavoratori che per tre mesi hanno frequentato l’area di lavoro, a pochi metri di distanza dal materiale pericoloso per la salute, possono essere stati contagiati? Sono state effettuate le adeguate verifiche mediche? Materiale inquinante può essere stato disperso dai venti e dall’acqua di ruscellamento nella cava del Poligono, nell’ambiente circostante e nell’abitato di Marano? Sono state eseguite le adeguate analisi ambientali? E i cumuli di rifiuti ancora giacenti nell’area di lavoro, in superficie e sepolti nel sottosuolo, sono stati caratterizzati? Perché non si mostrano i risultati delle indagini?
La web cam evidenzia i ripetuti allagamenti della cava e la strana e spessa schiuma, che ricopre l’acqua stagnante, che non si produce dall’acqua che scorre sul terreno ma evidenzia un inquinamento chimico. Vi è il sospetto che tale acqua provenga dal dilavamento dei rifiuti sovrastanti dove è stato trovato l’amianto e che costituiscono solo la parte affiorante dei materiali illegalmente accumulati nei pressi della Cava del Poligono; vi sono alcune decine di metri di spessore di altri materiali al di sotto e anche lateralmente alla zona di lavoro che potrebbero contenere altro amianto o materiale pericoloso per la salute dei cittadini.
La blindatura della cava continua a nascondere cose “non buone” per i cittadini e l’ambiente.
E’ evidente che il nuovo materiale inquinante che sarebbe accumulato nella discarica in preparazione nella Cava del Poligono, materiale costituito da rifiuti indifferenziati raccolti lungo le strade campane che è più simile ad un rifiuto speciale che a rifiuto urbano, aggraverebbe comunque l’attuale situazione ambientale anche perché il sito non è ambientalmente idoneo e perché il lavori di approntamento della discarica sono eseguiti con varie e gravi inosservanze delle norme tecniche.
Fin dalla primavera 2008 gli esperti dei Comuni di Marano, Mugnano e dei Comitati di Cittadini hanno sostenuto che la Cava del Poligono non è ambientalmente e geologicamente idonea per la realizzazione di una discarica. La eventuale idoneità doveva essere ottenuta mediante adeguati interventi di messa in sicurezza idraulica, idrogeologica ed ambientale. Il Commissario di Governo, invece, ha sostenuto che l’area era già naturalmente idonea. I fatti avvenuti fino ad oggi confermano che l’area non era e non è idonea e che gli interventi progettati non sono adeguati a garantire la sicurezza delle persone e dell’ambiente.
I lavori di approntamento della discarica sono iniziati senza una adeguata messa in sicurezza dei versanti dal momento che il progetto elaborato è sbagliato in relazione al pericolo di frana. Non è stata realizzata nemmeno la messa in sicurezza idraulica della Cupa del Cane, intervento dichiarato propedeutico dallo stesso progetto commissariale. Nella prima metà di dicembre 2008 e il 20 gennaio 2009 si sono verificate due colate di fango proprio come e dove previsto dagli esperti dei comuni e dei comitati. L’ordinanza n. 8/09 conferma il pericolo ambientale e rende noto che i lavori sono stati eseguiti mettendo a rischio i lavoratori, i militari, i cittadini e l’ambiente. Quali garanzie di corretta esecuzione degli interventi ci si può attendere da una struttura che, con nessuna credibilità, continua ad autoreferenziarsi nonostante le palesi e dimostrabili evidenze di “inadeguatezza professionale”?
Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II 28 gennaio 2009
Tags: a, Acqua, Ambiente, arpac, bassolino, bene comune, beppe, Berlusconi, Bertolaso, brescia, Campania, carotaggi, cava, Chiaiano, cip6, cittadino, CNR, Comitato, conferenza, consiglia, consiglio, corteo, cremano, day, De Gennaro, decreto, dei, del, differenziata, discarica, discariche, donne, emergenza, Emergenza rifiuti, esercito, ganapini, giorgio, gori. comunicato, grillo, idoneità, Iervolino, impregilo, in, INCENERITORE, inceneritori, indagini, jatevenne, lettera, lutto, manifestazione, Marano, meetup, monnezza, montanari, Napoli, natura, ortolani, Palazzo, perrotta, polizia, presidente, Presidio, pubblica, raccolta, referendum, rifiuti, salerno, salvio, san, san giorgio a cremano, servizi, stampa, stefano, termovalorizzatore, tumori
Nola: Alfonsina De Felice (Presidente ATO3 Sarnese-Vesuviano) aumenta la Tariffa del S.I.I. e si dimette
Fallimento della privatizzazione dell’Acqua
Crisi economico-finanziaria della GORI S.p.A. Necessario il contenimento dei costi di gestione e del personale
***
COMITATO CIVICO PER LA DIFESA DEL DIRITTO ALL’ACQUA - NOLA
C’era una volta…
…Stefano Tempesta, Amministratore della GORI nel’Ambito Territoriale Ottimale n. 3 qui in Campania, ma anche Presidente dell’ATO ACEA 5–Frosinone nel Lazio. Cioè, uno che ha imparato a fare sia il controllore che il controllato. Il nostro eroe solo alla vigilia dello scorso Natale si accorge che per tutta una serie di motivi, articolati ed esposti con un linguaggio per soli professionisti, la situazione economico-finanziaria del Gestore GORI è allarmante (deficit nel 2008 presunto di € 33,4 milioni), con possibili effetti negativi sulla “stessa tenuta societaria”. Si accorge anche che negli anni 2003-2007 le cose non sono andate meglio. L’Ente d’Ambito, che poi è un consorzio di 76 Comuni distribuiti nelle province di Napoli e Salerno, legge attentamente la lettera del “ciociaro” Tempesta ed esamina i documenti allegati. Prende atto del “buco di 33 milioni di Euro” causato sostanzialmente dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 335 dell’8 ottobre 2008 che dichiara illegittima la richiesta del canone di depurazione delle acque reflue quando i relativi impianti mancano o sono anche temporaneamente inattivi. Immaginiamo lo scombussolamento in casa GORI che oltre a veder ridotto i ricavi deve anche restituire le somme indebitamente riscosse! Le Banche che finanziano la società bloccano temporaneamente i fidi chiedendo assicurazioni di un sollecito ripristino della massa degli incassi. Il Tempesta chiama in causa i Comuni che si servivano di programmi telematici antiquati che hanno richiesto anni ed anni di lavoro per essere adeguati a quelli molto progrediti della GORI, se la prende con l’inciviltà di cittadini che osteggiano le funzioni della GORI, fa riferimento a previsioni errate circa la crescita della popolazione (come se fosse colpa dei cittadini quella di non avere i mezzi per mettere al mondo tanti bei bambini) e dei consumi idrici……..CONTINUA CLICCA PER LEGGERE
Tags: a, Acqua, Ambiente, arpac, bassolino, bene comune, beppe, Berlusconi, Bertolaso, brescia, Campania, carotaggi, cava, Chiaiano, cip6, cittadino, CNR, Comitato, conferenza, consiglia, consiglio, corteo, cremano, day, De Gennaro, decreto, dei, del, differenziata, discarica, discariche, donne, emergenza, Emergenza rifiuti, esercito, ganapini, giorgio, gori. comunicato, grillo, idoneità, Iervolino, impregilo, in, INCENERITORE, inceneritori, indagini, jatevenne, lettera, lutto, manifestazione, Marano, meetup, monnezza, montanari, Napoli, natura, ortolani, Palazzo, perrotta, polizia, presidente, Presidio, pubblica, raccolta, referendum, rifiuti, salerno, salvio, san, san giorgio a cremano, servizi, stampa, stefano, termovalorizzatore, tumori
Informazione dal comune di San Giorgio a Cremano
A partire da questo sabato, e per tutti gli ultimi sabato del mese, in piazza Vittorio Emanuele II avverrà una raccolta straordinaria di RAEE, rifiuti ed apparecchiature elettriche ed elettroniche. Dalle ore 9,30 alle ore 13,00 i cittadini potranno conferire stereo, televisori, frigoriferi, batterie esauste, ecc. e sarà loro consegnato, come premio, un buono sconto non cumulabile per l’acquisto di un caricabatterie. L’iniziativa, promossa dall’energy manager del Comune Antonio Di Maria, sarà realizzata dal Forum dei Giovani, dal circolo Acli “Giuseppe Lazzati” e dall’IGICA. La raccolta straordinaria dei RAEE secondo le modalità utilizzate a San Giorgio a Cremano è un progetto che ha già attirato l’interesse di numerose altre Istituzioni, a cominciare dalla Provincia di Napoli.
“Stiamo percorrendo la strada giusta per rendere San Giorgio più pulita – afferma il sindaco Mimmo Giorgiano – Nelle scorse ore sono partiti i lavori di risistemazione e messa in sicurezza delle sedici ecopiazzole dislocate sul territorio cittadino per la raccolta di carta, plastica ed alluminio, in modo da garantire una migliore funzionalità alla differenziazione dei rifiuti. Inoltre sono stati posizionati nuovi cassonetti per l’indifferenziato in tutta la città. Da febbraio partirà un progetto sperimentale di spazzamento automatico per le arterie principali della città con operazione di bonifica ambientale. Inoltre, la raccolta della frazione organica presso i fruttivendoli e la fase sperimentale di via Matteotti e Stanziale, secondo i primi rapporti che ci sono giunti, stanno dando risultati positivi.”
L’Amministrazione Comunale ricorda alla cittadinanza che effettuare la raccolta differenziata è un obbligo e il conferimento dell’indifferenziato è possibile solo nella fascia oraria 20,00 - 23,00 solo negli appositi cassonetti di colore verde. (Casertanews.it)
Tags: a, Acqua, Ambiente, arpac, bassolino, bene comune, beppe, Berlusconi, Bertolaso, brescia, Campania, carotaggi, cava, Chiaiano, cip6, cittadino, CNR, Comitato, conferenza, consiglia, consiglio, corteo, cremano, day, De Gennaro, decreto, dei, del, differenziata, discarica, discariche, donne, emergenza, Emergenza rifiuti, esercito, ganapini, giorgio, gori. comunicato, grillo, idoneità, Iervolino, impregilo, in, INCENERITORE, inceneritori, indagini, jatevenne, lettera, lutto, manifestazione, Marano, meetup, monnezza, montanari, Napoli, natura, ortolani, Palazzo, perrotta, polizia, presidente, Presidio, pubblica, raccolta, raee, referendum, rifiuti, salerno, salvio, san, san giorgio a cremano, servizi, stampa, stefano, termovalorizzatore, tumori
Mancano poche ore ormai all’inizio del World Social Forum 2009, che dopo tre anni torna in Brasile, nel cuore dell’Amazzonia, dove movimenti sociali, popoli indigeni, associazioni, sindacati, ong e gruppi religiosi si sono dati appuntamento ancora una volta per celebrare il più importante appuntamento globale della società civile organizzata. Oltre 100 mila delegati, appartenenti a quasi 6.000 organizzazioni sfileranno domani per le strade della città di Belem, nello stato di Parà, per la marcia inaugurale del Forum. Alle 8.30 si terrà la conferenza stampa di lancio, presso nel Teatro Maria Sylvia Nunes, Estação dai Docas, nel centro della città. Alla conferenza saranno presenti, in rappresentanza dei movimenti sociali dei 5 continenti, attivisti provenienti da Asia, Africa, Europa, Americhe. Anche le popolazioni originarie saranno rappresentante da un delegato, a testimonianza del ruolo più che mai centrale che avranno i popoli nativi in questo FSM. Oltre 4.500 sono fino ad ora i giornalisti accreditati per il FSM. Alle 14.00 l’appuntamento è invece in Piazza Pedro Texeira dove i rappresentanti di 60 nazioni indigene apriranno l’evento con una cerimonia inaugurale che simboleggerà il passaggio di testimone dai popoli africani (che hanno ospitato l’ultimo Forum svoltosi in forma centralizzata, a Nairobi nel 2007) ai popoli Amazzonici, padroni di casa dell’edizione 2009. Tra i principali temi sul tavolo per questa 9°edizione del Forum, che si preannuncia carica di novità, ci saranno come è prevedibile la crisi economica mondiale, i cambiamenti climatici e le alternative al modello di sviluppo. Particolare attenzione sarà dedicata alle proposte provenienti in tal senso dai popoli indigeni portatori di una idea dello sviluppo altra - in armonia con l’ambiente - e di una idea della economia comunitaria e solidale. Il 28 gennaio, 2° giorno del Forum, sarà dedicato proprio ai Popoli Pan-Amazzonici, le cui attività si concentreranno prevalentemente su Cambiamenti Climatici e Giustizia Ambientale, Diritti umani, Lavoro, Migrazioni, Criminalizzazione dei Movimenti Sociali, Terra, Territorio, Identità, Sovranità Alimentare. Il 29, 30 e 31 saranno invece dedicati alle attività autogestite. Assemblee, dibattiti, panel e laboratori saranno l’occasione per rafforzare e stringere nuove relazioni tra associazioni, movimenti, sindacati e per discutere di proposte e strategie di lotta e resistenza contro la crisi finanziaria, economica,sociale ed ambientale che vive il pianeta. L’ultimo giorno, il 1 febbraio, prima della manifestazione conclusiva si terranno le assemblee tematiche per discutere in maniera plenaria ed orizzontale dei principali temi e proposte emersi durante i giorni di lavoro. Già confermata per il 29 la presenza dei presidenti di Brasile, Bolivia, Paraguay, Ecuador e Venezuela, che hanno in comune la caratteristica di essere emanazione dei processi portati avanti dai movimenti sociali nei diversi paesi del continente, divenuto ormai da un decennio – che molto chiamano il decennio dei lumi – punto di riferimento per l’immaginario collettivo mondiale di rivendicazione e di lotta per un mondo diverso e più giusto.
Tags: a, Acqua, Ambiente, arpac, bassolino, bene comune, beppe, Berlusconi, Bertolaso, brescia, Campania, carotaggi, cava, Chiaiano, cip6, cittadino, CNR, Comitato, conferenza, consiglia, consiglio, corteo, cremano, day, De Gennaro, decreto, dei, del, differenziata, discarica, discariche, donne, emergenza, Emergenza rifiuti, esercito, ganapini, giorgio, gori. comunicato, grillo, idoneità, Iervolino, impregilo, in, INCENERITORE, inceneritori, indagini, jatevenne, lettera, lutto, manifestazione, Marano, meetup, monnezza, montanari, Napoli, natura, ortolani, Palazzo, perrotta, polizia, presidente, Presidio, pubblica, raccolta, referendum, rifiuti, salerno, salvio, san, san giorgio a cremano, servizi, stampa, stefano, termovalorizzatore, tumori
Una vittoria per tutta l’Umanità, una vittoria di tutti i movimenti, un passo in avanti per quanti si battono per i diritti umani, la giustizia sociale, la difesa dell’ambiente, un’economia solidale e la pace. La nuova Costituzione boliviana approvata ieri con un referendum (i dati precisi saranno diffusi solo il 20 febbraio), rappresenta una giornata storica per la Bolivia che vede attraverso la partecipazione democratica ed il protagonismo della società civile e dei movimenti compiere un passo sostanziale in avanti per l’affermazioni di nuovi e vecchi diritti. Plurinazionalità, riconoscimento (finalmente..) dopo 500 anni dei diritti dei popoli originari, diritto all’acqua, rifiuto della guerra e di basi militari straniere sul proprio territorio, riconoscimento dell’economia comunitaria, difesa dei beni comuni, sono alcune delle conquiste previste dalla nuova Costituzione.
Una Costituzione che è il frutto di un percorso di partecipazione e di mediazione tra tutte le componenti della società boliviana iniziato circa due anni fa con l’istituzione e l’elezione dell’Assemblea Costituente e conclusosi lo scorso 25 gennaio.
Nel mezzo della crisi globale provocata da un modello economico incentrato esclusivamente sulla crescita, sulla devastazione ambientale, sullo strapotere degli organismi finanziari internazionale e di poche decine di multinazionali e sullo svuotamento dei valori e delle regole del diritto internazionale, la risposta della società boliviana è nel segno della speranza e dell’inclusione, della partecipazione e dell’affermazione di nuovi e vecchi diritti troppo spesso calpestati in tutto il mondo. Un segnale di grande civiltà e di speranza per tutti e tutte.Ci appare dunque incomprensibile l’atteggiamente delle agenzie di stampa italiane impegnate a battere note che sembrano uscite dai consigli di amministrazione di qualche grande multinazionale o dall’ufficio stampa della BM o del FMI. Dalle note emerge ancora una volta come il diritto all’informazione sia sempre più una chimera per noi italiani, travolti e stravolti da una informazione gestita o dal presidente del consiglio o da gruppi economici legati a doppio filo con il modello che ha trascinato l’umanità nel baratro di una crisi globale e che invece di fare autocritica continua a tenersi stretti i propri privilegi. E’ davvero curioso ed inquietante allo stesso tempo verificare dalle agenzie di stampa come la preoccupazione principale sia quella legata al punto di vista dei latifondisti boliviani preoccupati di perdere privilegi costati la vita e la dignità di milioni di altri esseri umani. Come spesso ultimamente accade, il punto di vista degli esclusi, degli emarginati, della maggioranza della popolazione che vive con difficoltà o con stenti la propria esistenza, lascia il posto alle preoccupazione di qualche decina di multimilionari che non potranno più continuare a fare affari d’oro ma dovranno “accontentarsi” di fare profitti normali. Ci appare davvero grottesca l’interpretazione che emerge dalla stampa italiana preoccupata più della possibile rielezione del presidente Evo Morales, il primo indigeno presidente del sudamerica (così come prevedono anche le nostre costituzione), che delle conquiste fatte dai boliviani in materia di diritti umani fondamentali!
Uno stravolgimento della realtà spiegabile solo attraverso il rovesciamento di valori e realtà in cui si esercitano giornalmente la maggior parte di coloro che gestiscono l’informazione italiana, completamente identificata (più che asservita) in un modello di società fondato sull’esclusione, il razzismo e la violazione sistematica dei diritti. La stessa stampa infatti omette notizie legate alle violazioni dei diritti umani compiuti dalle imprese italiane o europee, da molti nostri governi ed appare stranamente ceca davanti a crimini aberranti commessi da “alleati” mentre esalta il ruolo di presidenti eletti con la frode, la violenza e la corruzione, purchè allineati con le posizioni di quei paesi che pensano ancora di poter “guidare” il mondo a loro immagine e somiglianza, con buona pace di chi pensa che ci debba essere un mondo capace di accogliere tutti i mondi.
La stampa italiana ha scelto di stare dalla parte dei latifondisti di Santa Cruz, quelli che esaltano apertamente il nazisimo ed il fascismo, che parlano sfacciatamente (come Hitler) di superiorità della razza, che armano paramilitari per andare a massacrare poveri ed inermi indigeni, che fanno inginocchiare in piazza contadini e donne indigene per umiliarli pubblicamente trattandoli da animali da soma, che chiamano il presidente Morales “scimmia” e “indios di merda”, che incitano alla violenza ed alla secessione della Bolivia, che chiedevano a Bush un intervento militare per fare con le armi quello che non possono fare con i voti e la democrazia, gli stessi che preparavano un colpo di stato. Questa stampa e questi politici hanno scientificamente scelto da che parte stare e sanno bene che per difendere i loro privilegi la maggior parte della popolazione deve pagare un prezzo altissimo, fatto di povertà, precarietà, disoccupazione, privazione di diritti e criminalizzazione della protesta sociale.
Del resto l’idea di utilizzare lo Stato per dare centinaia di miliardi alle banche e tagliare i fondi per la scuola, la formazione, la sanità, sottolineano più di ogni altra parola la scelta di campo fatta da chi ci governa e da chi gestisce la gran parte dell’informazione. I vantaggi di pochi li pagano i molti. La crisi da loro provocata la dovremmo pagare noi e continuare a fare sacrifici per mantenere i privilegi di pochi all’interno di un modello che professava attraverso il liberismo lo sviluppo ed il progresso e che ha invece non solo ha clamorosamente fallito ma ha esportato bombe per difendersi e lasciato indietro la maggioranza dei cittadini per andare avanti, trattando il pianeta ed i suoi beni comuni come una discarica o semplici merci da utilizzare per fare profitto. La società boliviana approvando la Costituzione ha deciso che in Bolivia non sarà più così. Questa è la direzione giusta per uscire dalla crisi. Solo attraverso il rispetto dei diritti umani fondamentali, della giustizia sociali e dei diritti della natura è possibile costruire democrazia e lasciare un mondo vivibile alle future generazioni.
La società civile italiana ed i molti movimenti impegnati nel nostro paese a difendere ormai i più elementari diritti calpestati dal governo e dalle imprese che con esso fanno affari, tutti quelli che vengono criminalizzati solo per essersi battuti per la difesa del diritto all’acqua, al territorio, alla partecipazione, alla salute, alla casa, alla pace e ad una vita degna, guardano invece con profonda ammirazione quanto il popolo boliviano è riuscito a fare in questi anni e vedono nell’approvazione della Nuova Costituzione un passo avanti enorme per la democrazia.
Forse varrebbe la pena per una volta avere un atteggiamento più rispettoso dei popoli del sud del mondo ed immaginare che questa volta siamo noi a poter imparare da loro.
Giuseppe De Marzo, A Sud dal Forum Sociale Mondiale
Tags: a, Acqua, Ambiente, arpac, bassolino, bene comune, beppe, Berlusconi, Bertolaso, brescia, Campania, carotaggi, cava, Chiaiano, cip6, cittadino, CNR, Comitato, conferenza, consiglia, consiglio, corteo, cremano, day, De Gennaro, decreto, dei, del, differenziata, discarica, discariche, donne, emergenza, Emergenza rifiuti, esercito, ganapini, giorgio, gori. comunicato, grillo, idoneità, Iervolino, impregilo, in, INCENERITORE, inceneritori, indagini, jatevenne, lettera, lutto, manifestazione, Marano, meetup, monnezza, montanari, Napoli, natura, ortolani, Palazzo, perrotta, polizia, presidente, Presidio, pubblica, raccolta, referendum, rifiuti, salerno, salvio, san, san giorgio a cremano, servizi, stampa, stefano, termovalorizzatore, tumori
Ormai è chiaro: si sta verificando una vera e propria espropriazione dei Beni Comuni, in primis dell’acqua.
I cittadini devono sapere che privatizzando i servizi pubblici saranno in balia totale di quanto verrà deciso ,in piena libertà, dai potenti e dagli affaristi. Dimostrazione ne sia quanto sta accadendo in questi giorni in tutt’Italia. Ad esempio in Campania l’ATO3, comprendente 76 Comuni dell’area vesuviano-sarnese, la cui gestione dell’acqua è stata già privatizzata, affidandola alla GORI Spa (con capofila Acea e Suez), la conseguenza è stata che i cittadini dal 1° gennaio 2009 stanno ricevendo bollette pazze, con aumenti spropositati, retroattivi, senza che sia stata eseguita la lettura del contatore ma basandosi su consumi presunti, e che lo stesso gestore dichiara spesso errati e/o riverificabili. ”Prima paghi, poi si vedrà…”,questo è quanto agli sportelli della Gori SpA i cittadini che reclamano si sentono dire in questi giorni. Alla richiesta di pagamento della depurazione, anche laddove non vi siano impianti o gli impianti siano inattivi, la Corte Costituzionale, con la sentenza 335/08, ha imposto alla GORI SpA di restituire ai cittadini le somme non dovute. I cittadini dell’area vesuviana ricevono acqua con quantità di fluoro oltre i limiti consentiti dalla Comunità Europea; acqua resa potabile, di anno in anno, solo a seguito di deroghe ministeriali e regionale. Acqua in deroga quindi verrà erogata, ancora e per tutto il 2009. Questo è solo un esempio di ciò che si rischia con la privatizzazione dei Beni Comuni(acqua,istruzione,sanità,rifiuti…).NOI NON CI STIAMO E NON CI STAREMO MAI!!!
L’ACQUA è UN BENE DI TUTTI DI CUI NON SI PUO’ FARE A MENO – E NON MERCE SU CUI LUCRARE.L’ACQUA è VITA, NESSUNO DEVE RESTARNE SENZA, ANCHE QUANDO HA DIFFICOLTA’ A PAGARE. Questo è quanto affermano i molti Comitati Cittadini presenti sui territori. Comitati che numerosi, e quotidianamente, vanno a costituirsi. Ma non solo. A seguito : - del passaggio al nuovo gestore – mai comunicato all’utenza (che si vedrebbe costretta a pagare ad un gestore non scelto), - della mancata comunicazione degli aumenti da parte della GORI SpA, - dei pagamenti delle bollette SENZA LETTURA bensì su presunti consumi,
- del gestore che varia lo statuto senza comunicarlo a Enti e utenti, se non con molto ritardo e sul proprio sito,- del Presidente dell’Assemblea di ATO3 che convoca la Conferenza dell’Ente d’Ambito senza comunicarlo a tutti i Sindaci ( ovvero alla parte pubblica che dovrebbe controllare il gestore). ORMAI È’ CHIARO: il sistema idrico gestito da SpA miste (pubblico-privato) è a vantaggio solo dei soci privati, con scelte poco trasparenti in merito a piani industriali, bilanci e tariffe. I Sindaci e gli Enti Locali siano al fianco dei cittadini e non del gestore del servizio idrico !!! Il 14 gennaio scorso Alfonsina De Felice ha rassegnato le sue dimissioni da Presidente dell’Ente d’Ambito 3, ma ciò non è risolutivo. Si dimetta tutto il CdA dell’ATO3 campano perché ha dimostrato la sua inefficienza! Per quanto riguarda ATO2 Campania, nel prendere atto delle parole del nuovo Assessore al Bilancio del Comune di Napoli, Realfonzo, espressosi pubblicamente a favore della gestione pubblica dell’acqua - sul Corriere della Sera del 17 gennaio u.s., il Coordinamento Regionale chiede al su menzionato Assessore di far seguire alle sue parole la richiesta di convocazione immediata dell’Assemblea dei Sindaci di ATO2 – praticamente ferma al ritiro della delibera sulla privatizzazione avvenuto il 30 gennaio 2006. In quella unica sede competente si deliberi la gestione totalmente pubblica del servizio idrico integrato, attraverso la costituzione di un’azienda speciale pubblica senza fini di lucro, e non di una SpA. SOLO COSÌ SI SOSTIENE LA GESTIONE PUBBLICA DELL’ACQUA, contrariamente a quanto vorrebbe la legge 133/’08-art. 23bis,comma1- che ha dato il via alla privatizzazione, oltre che dell’istruzione, anche dell’acqua - che sino ad ora era fuori dalle regole di mercato. La nostra vera forza saranno le molte iniziative attuate e/o che attueremo - sia a livello territoriale che nazionale e internazionale. Non a caso la proposta LIP (Legge d’Iniziativa Popolare) ha ricevuto consensi da 407mila cittadini a favore della gestione pubblica e partecipata dell’acqua. Grazie anche al Forum italiano dei Movimenti per l’acqua (www.acquabenecomune.org) che vede insieme centinaia di Comitati, Associazioni, realtà locali,artisti, singoli cittadini, ovvero il “popolo dell’acqua” che ancora una volta dice: NO ALLA MERCIFICAZIONE DELL’ACQUA E DEI BENI COMUNI!!!
Campania, 21 Gennaio 2009
Coordinamento Regionale Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua
NOTA PER TUTTI: LO SCOPO DEL BLOG NON E’SOLO QUELLO DI INFORMARE MA SOPRATTUTTO DI RENDERE PARTECIPI ALLA VITA DELLA CITTA’NON TUTTI HANNO IL TEMPO O LA VOGLIA DI SCENDERE IN PIAZZA A DISCUTERE DEI PROBLEMI DI SAN GIORGIO, COMMENTARE GLI ARTICOLI SUL BLOG OPPURE SCRIVERE SUL FORUM E’UNA OTTIMA FORMA DI COLLABORAZIONE ATTIVA.
Tags: a, Acqua, Ambiente, arpac, bassolino, bene comune, beppe, Berlusconi, Bertolaso, brescia, Campania, carotaggi, cava, Chiaiano, cip6, cittadino, CNR, Comitato, conferenza, consiglia, consiglio, corteo, cremano, day, De Gennaro, decreto, dei, del, differenziata, discarica, discariche, donne, emergenza, Emergenza rifiuti, esercito, ganapini, giorgio, gori. comunicato, grillo, idoneità, Iervolino, impregilo, in, INCENERITORE, inceneritori, indagini, jatevenne, lettera, lutto, manifestazione, Marano, meetup, monnezza, montanari, Napoli, natura, ortolani, Palazzo, perrotta, polizia, presidente, Presidio, pubblica, raccolta, referendum, rifiuti, salerno, salvio, san, san giorgio a cremano, servizi, stampa, stefano, termovalorizzatore, tumori
Inceneritore Acerra
COMUNICATO STAMPA
Dopo il danno la beffa.
Insistenti voci di stampa davano per certo l’avvio per oggi dell’inceneritore di Acerra. Lo stesso Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, aveva annunciato la sua presenza nella nostra città per l’accensione dell’impianto: lui, moderno tedoforo, avrebbe acceso la prima caldaia fra gli applausi dei presenti e la riconoscenza dell’Italia intera. L’inceneritore di Acerra, nonostante la fretta di questi mesi, è ancora lontano dall’essere completato. È un impianto pericoloso, altamente inquinante, che non rispetta le prescrizioni della Commissione di Valutazione di Impatto Ambientale e non offre alcuna garanzia, totalmente privo di una rete di monitoraggio e dei collaudi necessari. Era e resta un ferro vecchio, altro che gioiellino, costruito da una società sotto processo per truffa aggravata ai danni dello stato come la FIBE. Se mai partisse, questo impianto sarebbe da chiudere immediatamente per il grave e irreparabile danno all’ambiente e al territorio campano già epicentro dell’emergenza diossina e dell’emergenza rifiuti tossici. A questo enorme danno che si sta perpetrando sul nostro territorio, dobbiamo aggiungere anche la beffa di una inaugurazione farsa, di una passerella mediatica che vuol far credere che l’emergenza rifiuti è finita ed è definitivamente dietro le spalle. I campani sanno bene che così non è e che, mentre la raccolta differenziata continua a non decollare, nell’interesse di chi dovrà bruciare tutto e guadagnare con gli incentivi milionari sottratti alle fonti rinnovabili, la nostra regione continua ad essere disseminata di discariche abusive a cielo aperto senza all’orizzonte nessuna seria e credibile attività di bonifica e messa in sicurezza dei territori. Eravamo pronti ad accogliere il Presidente Berlusconi con una protesta ancora una volta civile e democratica per illustrare le nostre ragioni. Le ragioni di chi non vuole arrendersi ad una deriva antidemocratica, che vieta ogni dissenso e che tiene all’oscuro le popolazioni da quello che sta avvenendo senza alcuna forma di partecipazione e controllo nei cantieri dell’inceneritore e delle mega discariche guardate a vista dall’esercito. Il sottosegretario Bertolaso continua a ripetere “mo ‘vveco io” e a non dare i chiarimenti e le garanzie ai cittadini allarmati e ad ignorare le nostre ragioni. Le ragioni di chi difende il proprio territorio e la propria salute contro gli interessi dei grandi industriali e delle lobby finanziarie che hanno puntato sull’affare rifiuti in spregio ai diritti delle popolazioni.La tensione resta alta in città contro questo atto di sopruso. Saremo pronti ad accogliere Berlusconi e il sottosegretario Bertolaso per la loro passerella, per la beffa che si preparano a fare, dopo il danno, ad Acerra e all’Italia intera, con un impianto catorcio spacciato per un gioiello della tecnica e per un’emergenza nascosta e lontana dalla soluzione. Intanto domani saremo a Roma insieme a quanti da tutta Italia hanno deciso di non arrendersi e continuare a denunciare la “truffa” dei sussidi all’incenerimento, perché sia restituito quanto indebitamente sottratto dalle tasche dei cittadini a discapito delle vere fonti rinnovabili e ribadire il no all’incenerimento dei rifiuti, il si’ alla loro riduzione, il si’ al riuso e al massimo sviluppo delle raccolte differenziate assumendo le “buone pratiche” del porta a porta e del trattamento meccanico biologico del “residuo” accompagnato da uno sforzo di riprogettazione industriale di beni e merci che non sono riciclabili/compostabili.
Comitato Contro il Megainceneritore di Acerra
Donne del 29 agosto
www.rifiutizerocampania.org
Tags: a, Acqua, Ambiente, arpac, bassolino, bene comune, beppe, Berlusconi, Bertolaso, brescia, Campania, carotaggi, cava, Chiaiano, cip6, cittadino, CNR, Comitato, conferenza, consiglia, consiglio, corteo, cremano, day, De Gennaro, decreto, dei, del, differenziata, discarica, discariche, donne, emergenza, Emergenza rifiuti, esercito, ganapini, giorgio, gori. comunicato, grillo, idoneità, Iervolino, impregilo, in, INCENERITORE, inceneritori, indagini, jatevenne, lettera, lutto, manifestazione, Marano, meetup, monnezza, montanari, Napoli, natura, ortolani, Palazzo, perrotta, polizia, presidente, Presidio, pubblica, raccolta, referendum, rifiuti, salerno, salvio, san, san giorgio a cremano, servizi, stampa, stefano, termovalorizzatore, tumori
Pagina successiva »