NO ALLA NUOVA FIBE!!
CAMBIAMO ILÂ “PIANO RIFIUTI” PER DIFENDERE LA NOSTRA TERRA DALLA SPECULAZIONE E DALLE ECOMAFIE!
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Emergenza…Discariche...Incenerimento... sono le parole che più ascoltiamo in questi giorni drammatici per la nostra regione. Eppure niente è stato fatto per superare davvero l’emergenza e per tutelare la salute e l’ambiente.
Niente norme sugli imballaggi, niente avvio della raccolta differenziata “porta a porta”, nemmeno la separazione del “secco dall’umido” che almeno avrebbe tolto dalle strade la parte putrescente dei rifiuti… Nessun provvedimento per ridurre la produzione di “munnezza” a favore del riciclo e del riuso.
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Continua invece il boicottaggio della raccolta differenziata in modo da utilizzare sempre più le discariche (che favoriscono anche gli sversamenti abusivi della camorra) e rendere infine inevitabile l’incenerimento. Sono gli Inceneritori, infatti, il nuovo grande imbroglio, perchè speculano sui soldi delle “energie alternative” (CIP6) e producono “polveri speciali” da mettere in nuove discariche...Â
Intanto va avanti la gara per il nuovo piano rifiuti, che è sempre il… vecchio piano rifiuti! Quello che ha provocato questo sfascio! E invece l’alternativa esiste: raccolta differenziata spinta, riduzione a monte dei rifiuti, riciclo, compostaggio e trattamento meccanico biologico (naturale) del residuo.
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Perciò le reti e i comitati hanno cominciato ad autogestire isole ecologiche per la raccolta differenziata in tutta la regione.  Invitiamo tutti a creare e far crescere i comitati civici come risposta all’esproprio di demorazia rappresentato da 14 anni di Commissariato “Straordinario”. A Napoli il punto di coordinamento quotidiano è in piazza del Gesù.
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Pretendiamo l’immediato rilancio pubblico della raccolta differenziata, le norme sugli imballaggi e l’abbandono delle politiche speculative!
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VENERDI 1 FEBBRAIO ore 17.00 - piazza del Gesù
CORTEO DELLA RACCOLTA DIFFERENZIATA:
Portiamo in massa materiali differenziati in piazza Plebiscito!
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Rete Campana Salute e Ambiente
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Manifestazione indetta dall’assemblea delle reti e dei comitati campani in occasione dell’incontro nazionale della rete “Rifiuti Zero” a Napoli
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Per adesioni presidioambiente@gmail.com
In attesa della raccolta differenziata porta a porta:
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Domenica 27 gennaio ‘08
Raccolta straoriniaria di : carta, cartone
Plastica, alluminio
P.zza Municipio-S.Giorgio a Cremano
dalle ore 9  alle ore 13
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Il Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano sosterrà l’iniziativa promossa dal Comitato stesso ed attuata dal Comune di San Giorgio a Cremano ,
e sarà presente con una propria delegazione.
Si raccomanda la massima collaborazione da parte di tutti.
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INSIEME PER UN MONDO PIU’ PULITO!!!
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San Giorgio a Cremano, 26 gennaio 2008
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Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano
Comunicato stampa relativo al corteo cittadino del 21 gennaio 2008 tenutosi a San Giorgio a Cremano
Il corteo organizzato dal Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano, ha
visto la partecipazione di oltre 4000 persone, che hanno manifestato
per le vie del centro, lungo il percorso previsto, in maniera assolutamente
pacifica. Alla manifestazione, oltre al comitato stesso, hanno preso parte anche esponenti
 dell’associazionismo e del mondo cittadino, rappresentanti degli studenti e
dei docenti, Â e degli esercenti.
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. Il corteo ha ottenuto il fattivo sostegno, inoltre,
dei meet up di Beppe Grillo di Napoli, Portici e Torre del Greco
e della Rete Lilliput, nodo di Napoli, oltre ai rappresentanti delle realtà locali dei comuni limitrofi.
La delegazione del Comitato Cittadino, guidata dal proprio referente,
Consiglia Salvio, ed altri esponenti di varie categorie cittadine, è stata ricevuta dal Sindaco e da rappresentanti
dell’amministrazione comunale.
Il Sindaco ha manifestato, sostanzialmente, l’impotenza dell’amministrazione
comunale ad assumere concrete iniziative, dirette alla risoluzione del problema rifiuti , a causa del Commissariato
di Governo.
La delegazione, nell’ambito delle specifiche e precipue competenze dell’Ente locale,
ha richiesto
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di avviare tutte le più efficaci procedure per rimuovere i rifiuti dalle strade,
sanificazione del territorio e delle scuole,
un efficace programma di raccolta differenziata porta a porta
e la creazione di una o più isole ecologiche,
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 oltre ad una
irrinunciabile politica di sensibilizzazione dei cittadini diretta alla riduzione dei rifiuti e alla raccolta differenziata.
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Il Sindaco, preso atto delle improcrastinabili richieste del comitato cittadino,
si é impegnato formalmente ad adottare idonee e tempestive iniziative
destinate ad arginare la grave emergenza rifiuti in atto.
Il comitato si è riservato di presentare a breve un proprio progetto,
dal momento che il programma di raccolta differenziata elaborato dallo staff
dell’ amministrazione comunale non potrà , in ogni caso, iniziare prima
della metà di febbraio, secondo quanto riferito alla delegazione dal Sindaco
e dai suoi collaboratori presenti all’incontro.
Sperando nell’impegno collettivo di
tutti i cittadini; si chiede agli stessi
di iniziare da subito a  ridurre il rifiuto ove possibile, evitando il monouso e
prediligendo tutto ciò che si può riutilizzare, specialmente bicchieri, piatti, posate, ecc.
(in particolare ci rivolgiamo ai gestori di locali pubblici e ristoratori).
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San Giorgio a Cremano, 23 gennaio 2008
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Comitato Cittadino di San Giorgio a Cremano
VIA LA MONNEZZA
DALLE STRADE!!!
Mentre lo stato di monnezza è fermo, i cittadini propongono:
Da 14 anni la Campania vive l’emergenza rifiuti 1994-2008. Noi cittadini di San Giorgio a Cremano, così come i tanti campani, siamo stanchi di subire i continui aumenti della Tarsu e di trovarci costantemente SOMMERSI DALLA MONNEZZA. Via gli incapaci e via gli imbroglioni che rubano i nostri soldi a discapito della salute dei cittadini,VERGOGNA!!!.
Nonostante ciò noi cittadini proponiamo alcune soluzioni per cercare di porre un rimedio al disastro ambientale in cui versa il nostro territorio. Lotteremo per i nostri diritti e per dare ai nostri figli un mondo più pulito e più sano. La politica sta estremizzando l’emergenza rifiuti per spingere i cittadini a pensare che l’unica soluzione siano gli inceneritori. Non è così. Chiediamo al nostro sindaco e ai nostri amministratori di attivarsi subito per avviare:un’efficace programma di raccolta differenziata, porta a porta il ripristino di una o più isole ecologiche l’incremento della raccolta differenziata delle altre tipologie di rifiuti domestici per una maggiore sostenibilità ambientale ed economica severi controlli sullo sversamento di rifiuti, particolarmente quelli speciali, da parte di industrie, esercizi commerciali e di tutti i cittadini tempestività nelle decisioni e un dialogo costante e trasparente, oltre che costruttivo, tra amministrazione e cittadini.
Si invita la cittadinanza a partecipare Lunedì 21 gennaio 2008, alle ore 17,00 al Corteo Cittadino che partirà da via San Giorgio Vecchio (zona mercato settimanale).
Marceremo insieme per far sentire la nostra voce. Il percorso sarà il seguente: v. A. Moro, v. Pittore, p.zza M. Troisi, v. De Lauzieres, v. De Gasperi e si concluderà a p.zza Vittorio Emanuele davanti alla Casa Comunale. Siamo cittadini, persone che si sono messe insieme per il bene comune, e da cittadini a cittadini raccomandiamo di iniziare subito a mettere in pratica quanto segue: Riduzione dei rifiuti, Raccolta differenziata, Recupero dei materiali, Riparazione, Riuso e Riciclaggio. Incominciamo ora, prima che sia troppo tardi! Se non lo faremo la responsabilità sarà anche nostra, perché non avremo agito in modo responsabile e costruttivo. Ribadiamo e sosteniamo il NO alla discarica di Pianura, così come per tutte le discariche inidonee e non a norma.
COMITATO CITTADINO DI SAN GIORGIO A CREMANO
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Campania: un’emergenza rifiuti creata ad arte
Ecco i siti alternativi proposti dal prof. de’ Medici fin dai primi mesi del
2007
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Stralcio della relazione tenuta dal prof. de’ Medici durante la conferenza
stampa organizzata dall’Assise della Città di Napoli e del Mezzogiorno d’Italia, sabato 12 maggio 2007 alle ore 11.00, presso la sede dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.
8 gennaio 2008 - Comitato Allarme Rifiuti Tossici
(…) L’11 gennaio, esattamente alle ore 14.45, io insieme ad altri delegati dell’Assise di Palazzo Marigliano e del Comitato allarmi rifiuti tossici, tra cui l’ Marotta e padre Zanotelli, fummo ricevuti in prefettura a Napoli e avemmo una lunga discussione con il dott. Bertolaso e con il vice la dott.ssa Di Gennaro. Avemmo una buona accoglienza anzi quasi una testimonianza di affetto. Ci fu chiesto di dare un contributo alla risoluzione dell’emergenza rifiuti. Qualche giorno dopo fui chiamato dalla dott.sa Di Gennaro e mi fu chiesto di collaborare. Per due mesi io ho collaborato, a titolo gratuito, con la struttura commissariale guidata da Bertolaso. Ho, così, partecipato a tutte le riunioni: quelle in prefettura qui a Napoli, alla Protezione civile a Roma e su tutti i luoghi che erano in discussione in quel momento. Queste riunioni sono delle vere e proprie conferenze di servizio e quindi sono tutte riunioni registrate. Erano presenti in questi incontri i rappresentanti del ministero dell’Ambiente, cioè i capi di gabinetto e i vicecapi di gabinetto, c’erano i rappresentanti di Legambiente, c’erano i rappresentanti dell’Apat, l’agenzia nazionale che comprende anche il vecchio servizio geologico di Stato, c’era il WWF e inizialmente, in alcune riunioni, c’erano anche i delegati della provincia di Salerno.
Io fin dall’inizio posi due questioni alle quali fino ad oggi non sono riuscito ad ottenere risposta. La qual cosa mi indigna ulteriormente. La prima domanda che posi alla struttura Bertolaso e che pongo ancora oggi è questa: perché la struttura Bertolaso ha agito fin dall’inizio esclusivamente su cave dismesse? Un commissario straordinario che ha ampi poteri non capisco perché non possa scegliersi dei siti più idonei dal punto di vista geologico, dal punto di vista ambientale, paesaggistico, turistico e da tutti i punti di vista. Scusate ma perché solo su cave dismesse? Voi sapete benissimo che le cave in Campania sono quasi tutte in mano alla camorra e che sono state abbandonate in situazioni disastrose anziché essere messe a posto dagli stessi coltivatori delle cave. La legge parla chiaro: se io ho un piano di coltivazione sulla cava questo piano comprende l’inizio, lo sfruttamento e dopo la messa a posto definitiva. Non si può, dunque, intervenite in queste cave e spacciare il tutto come riqualificazione ambientale. La riqualificazione non la deve fare lo Stato o il governo regionale ma chi ha inguaiato la zona. E questo è il primo motivo. Il secondo è che quasi tutte le cave sono in materiali calcarei e lapidei cioè geologicamente non si prestano minimamente all’utilizzazione di una discarica e soprattutto ad una discarica di immondizia per rifiuti. La maggior parte di queste cave (Eboli, Dugenta ecc.) sono tra l’altro in materiali non argillosi. Il che significa praticamente che bevono percolato e che quindi bisogna fare dei trattamenti speciali per sistemarle. Dugenta è addirittura in falda, cioè la falda idrica è affiorante perché con lo scavo si è arrivati in falda. Ci sono dei laghetti nei quali si dovrebbe poi mettere l’immondizia. A queste domande non ho mai avuto risposte. Per evitare di incorrere in errori e farsi indicare dei siti più idonei perché non è stata chiamata l’Apat che era presente ai colloqui? Anche a questa domanda manca la risposta. Detto questo e fatte le schede sui diversi siti che presentavano di volta in volta e che noi andavamo a vedere io scartai tutti quanti questi siti tra cui c’era anche Serre - una vera e propria assurdità . A proposito di Serre mi fu detto dal dott. Sauli, che era consulente della struttura, ed è a verbale se ci sono le registrazioni: “No professore ma noi praticamente la utilizziamo per un anno poi di volta in volta man mano che accumuliamo i rifiuti noi mettiamo calce su e non inquiniamo niente”. “Chiedo scusa - replicai -lei mi può garantire per iscritto in questo momento che dopo l’uso temporaneo di Serre di Persano l’Oasi ritornerà quella di prima naturalisticamente parlando?”. Mi risponde: “No. Questo non lo posso dire”. Allora io mi misi in macchina a spese mie, con i miei assistenti e andai a fare un giro nelle zone che già avevo indicato alla struttura Bertolaso e che esistono a verbale cioè a voce e registrate ci sono queste mie indicazioni provincia di Salerno, di Benevento, ma soprattutto in provincia di Avellino. Faccio riferimento alle aree attorno a Vallesaccarda, Vallata, Macedonia e Bisaccia. La relazione con questi siti la presentai a febbraio alla struttura Bertolaso. Mi dettero perfettamente ragione i vice coordinatori e i coordinatori del ministero dell’Ambiente, mi dettero ragione i dirigenti dell’Apat, mi dettero ragione tutte le altre componenti. Però mi dice la dott.ssa Di Gennaro: “Professore noi adesso come facciamo? Perché amministrativamente noi abbiamo già tutto pronto su Serre di Persano, adesso dovremmo ricominciare punto e a capo”. “Guardi dottoressa - risposi - non è così”. Alla discussione che ebbi con la dott.ssa Di Gennaro era presente anche il dott. Pizzi che è a capo della struttura geologica della Protezione civile.”Non è così - dico - perché in queste ampie aree estese per chilometri e chilometri quadri sono presenti non solo situazioni ideali da tutti i punti di vista ma c’è anche la presenza di campi eolici con autostrade che attraversano tutte queste aree”. Cioè dall’autostrada Napoli-Bari si dipartono una serie di autostrade interne perché i camion per portare le pale eoliche che sono altissime e grandi e hanno bisogno di strade ampie quasi quanto quelle delle autostrade. E nello stesso tempo è già tutto sistemato perché se questi campi sono utilizzati per l’energia eolica è chiaro che tutta la questione amministrativa è già risolta ci si mette d’accordo con questi e si utilizzano le aree che è possibile utilizzare. Poi c’è un’altra questione che non sono riuscito a capire. Fin dall’inizio si è parlato di un’urgenza micidiale cioè in 24 ore bisognava trovare i siti sono passati mesi e i siti ancora non ci sono. Soltanto ieri sui giornali esce fuori per esempio Sant’Arcangelo Trimonte di cui non si era mai parlato e che viene messo in provincia di Benevento mentre è in provincia di Avellino. Io feci un discorso molto chiaro alla dott.ssa Di Gennaro alla presenza di testimoni e dissi: “Dott.ssa io le ho consegnato la relazione dei siti che secondo me sono i migliori e vi dico anche che non ci sono problemi però voi volete continuare per forza su Serre di Persano che io vi escludo non solo per motivi geologici che poi sono stati accertati in maniera straordinaria dal mio collega Ortolani ma per fatti anche vitali: voi non potete andare a fare una discarica in una zona che è prossima al fiume Sele e non potete farla a distanza di 500 metri da un’oasi naturale che va salvaguardata non solo all’interno ma per legge anche all’esterno. Allora io non capisco questa situazione perché ho l’impressione che manchi una ratio a questa situazione perché qual è la ratio che viene messa in campo? Se ci sono siti alternativi idonei ad ospitare discariche, in questa fase emergenziale, perché si insiste sulle aree protette? Ma a questa domanda pare non ci sia risposta…
Perché esiste un problema rifiuti in Campania.  Mentre in molte regioni la raccolta differenziata è iniziata negli anni 70 e 80, da noi è parttita dalla metá degli anni 90 e, a tutt`oggi, è sotto il 10% (la legge stabilisce che per il 2003 si doveva riciclare almeno il 35% e alcune regioni italiane sono ormai sul 40-50%);- la quantità di rifiuti prodotta è aumentata sempre più: nel 1998 era di 424 Kg per abitante all´anno oggi è di 485 Kg (fonte APAT);- la Giunta Regionale di destra, presieduta da Rastrelli, ha varato nel 1997 un Piano che prevedeva 7 impianti CDR (gli impianti che separano la parte bruciabile dei rifiuti da quella non bruciabile) e 2 enormi inceneritori capaci di bruciare tutta la spazzatura prodotta in Campania, non rispettando cosà le indicazioni della legge nazionale che indica che bisogna privilegiare la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, il recupero, il riciclaggio, il compostaggio;-  la Giunta Regionale, presieduta da Losco, ha affidato la costruzione degli inceneritori e degli impianti CDR alla FIBE (del gruppo FIAT), preferendo la sua proposta perché il costo era più vantagioso e i tempi di realizzazione brevi (1 anno), anche se il termovalorizzatore progettato era di vecchio tipo e particolarmente inquinante e la legge nazionale impone che bisogna scegliere innanzitutto la tecnologia meno inquinante;- Bassolino ha utilizzato le ingenti risorse economiche date alla Campania per costruire i 7 impianti CDR e il termovalorizzatore di Acerra per pagare profumatamente consulenze e per assumere centinaia di lavoratori per la raccolta differenziata senza farla poi partire e senza costruire impianti di compostaggio dove trasformare i rifiuti organici in concime;- i cittadini di Acerra hanno cercato di bloccare la costruzione del termovalorizzatore che, essendo di vecchio tipo e 5 volte piú grande dei normali inceneritori, non li rassicurava sulla tutela della loro salute;- gli impianti CDR, entrati in funzione, invece di produrre cdr (combustibile da rifiuti) e fos (frazione organica stabilizzata) hanno prodotto da una parte milioni di ecoballe, che non sono bruciabili perchè contengono rifiuti putrescibili, dall´altra migliaia di tonnellate di materiale organico non stabilizzato e quindi anch´esso putrescibile. Tale materiale si è andato quindi accumulando presso gli impianti e siti di stoccaggio “provvisorioâ€;- la magistratura ha aperto inchieste su tutta questa situazione ponendo varie volte sotto sequestro il cantiere di Acerra e gli impianti cdr, determinando così ogni volta l´accumulo di rifiuti per strada. Sulla basa di tali inchiesta si è dovuto modificare il progetto del termovalorizzatore di Acerra per cercare di renderlo meno inquinante e conforme agli standard europei;- i Commissari straordinari di governo succeduti a Bassolino. per risolvere l´emergenza, hanno aperto vecchie discariche (spesso sequestrate dalla magistratura perché contenevano rifiuti tossici smaltiti illegalmente dalla camorra), senza fare niente per risolvere alla radice il problema. L´apertura di discariche dichiarate definitivamente chiuse o la proroga delle date di chiusura stabilite ha fatto perdere la fiducia delle popolazioni nelle promesse dello Stato;- in questa situazione di sfascio la camorra ha potuto continuare a smaltire illegalmente rifiuti tossici e nocivi provenienti da tutt´Italia sia in discariche che avrebbero dovuto contenere solo rifiuti non tossici, sia in discariche abusive, aiutata in questo anche dal testo unico delle leggi sull´Ambiente varato dal Governo Berlusconi che, declassando una serie di reati, ha reso più difficile l´azione della magistratura (intercettazioni telefoniche ecc.).  Cosa si dovrebbe fare per risolvere il problema rifiuti?  Ridurre la produzione di rifiuti con norme nazionali e regionali che penalizzino l´eccesso di imballaggi, i prodotti a perdere, i materiali difficilmente smaltibili;- organizzare un´efficace sistema di raccolta differenziata non solo di carta, plastica e vetro, ma soprattutto della frazione umida (cioè la parte putrescibile) e dei rifiuti tossici (vernici, solventi ecc.). La raccolta differenziata è il presupposto non solo del riciclaggio, ma anche della possibilità di smaltire i rifiuti negli inceneritori o in discarica, perché la frazione umida non è bruciabile ed è pericoloso smaltirla in discarica. Inoltre più è completa e selettiva la raccolta differenziata e più i rifiuti diventano una risorsa che può fare guadagnare e, quindi, ridurre la tassa sui rifiuti.  Tale sistema deve prevedere controlli, multe e incentivi e deve essere chiaramente spiegato alla popolazione. Il sistema più conveniente è un sistema misto con raccolta porta a porta e “isole ecologicheâ€;- costruire un sufficiente numero di impianti di compostaggio dove trasformare la frazione umida in concime (la Campania ne è quasi priva, mentre altre regioni ne hanno decine e decine – p.es. la Lombardia ne ha 79) (fonti: Commissariato Straordinario per i Rifiuti: Piano Rifiuti 2007; APAT: Rapporto Rifiuti 2006)- attrezzare alcune discariche ex novo in luoghi idonei (es. quelli segnalati dai geologi dell´Università di Napoli) per superare l´emergenza senza avvantaggiare la camorra e avere il tempo di trasformare gli attuali impianti cdr in efficienti impianti per il trattamento meccanico biologico (che producono cioè frazione organica stabilizzata, materiali da riciclare e inerti da utilizzare per bonificare cave o produrre materiali per edilizia).
I termovalorizzatori non sono la soluzione perché non possono bruciare la frazione umida dei rifiuti (pari al 40%) né l´inerte (sabbia, metalli, vetro ecc. che ammonta al 10-15%) e non è conveniente che brucino carta e plastica, il cui riciclaggio è molto meno inquinante e più conveniente dal punto di vista del risparmio energetico (riciclare plastica fa risparmiare il doppio dell´energia che si ricava bruciandola) ed anche dal punto di vista economico. Infatti il costo dell´energia elettrica prodotta è superiore a quella prodotta da petrolio, metano, eolico, idroelettrico e solare a concentrazione (fonte: ANEA) e la convenienza è solo degli imprenditori che possono intascare anche i 55 euro per ogni tonnellata bruciata, perchè la legge italiana considera l´incenerimento dei rifiuti un´energia rinnovabile da sostenere economicamente.
Si deve ricordare inoltre che i termovalorizzatori producono ceneri e fanghi (pari a quasi il 30% in peso dei rifiuti bruciati) da smaltire poi in discariche e quindi non sono un sistema per eliminare il ricorso alle discariche.
 La strategia che abbiamo indicato è perfettamente in linea con le direttive europee e con quanto si va facendo in molti Paesi europei: in Austria il 64% dei rifiuti è riciclato, il 23% va in discarica e solo il 13% è bruciato; in Germania il 71% è riciclato, il 14% va in discarica e il 15% è incenerito (fonte: European Topic Centre on Resource and Waste Management 2005).  NODO DI NAPOLI DELLA RETE LILLIPUT  Â
Associazione Nazionale Consumatori UtentiÂ
Coordinamento Regione Campania
   Recapito :  Via Buongiovanni n° 59
 80046 - San Giorgio a Cremano (NA)
 Tel. 0815742541 fax. n° 06233229008
              Email mdc@mdccampania..org
 www.mdccampania.it - www.mdccampania.org
(Comunicato Stampa 04-01-2008)
Comunicato Stampa del  4 gennaio 2008.
“Emergenza Rifiuti”
Parte la Campagna per la Richiesta del Risarcimento Danni
      La situazione di degrado ambientale causata dalla cosiddetta “Emergenza Rifiuti” che viviamo oramai dal 1994, ha causato e causa ingenti danni ad ogni cittadino, sia patrimoniali e sia non patrimoniali.
La situazione lamentata da un lato ha certamente influito sull´afflusso turistico, infatti l´aumento degli arrivi a Capodichino, quantificati in circa 10% nel periodo natalizio rispetto l´anno precedente, non significa necessariamente che i turisti si fermino in Napoli, anzi il capoluogo è sempre di più un luogo di transito e non di permanenza, e dall´atro lato ha influenzato la qualità della vita di ogni singolo cittadino in senso marcatamente peggiorativo.
Indubbiamente Vi sono delle precise e diffuse responsabilità che non riguardano però solo l´apparato amministrativo statale, regionale e locale, ma che coinvolgono anche quelle Istituzioni ed Organismi (in primis la Magistratura e le Forze dell´Ordine) che avrebbero dovuto vigilare sulla corretta osservanza delle norme, e che avrebbero dovuto coltivare con maggior solerzia le denuncie dei cittadini e delle associazioni, che pur sono state inoltrate.
Nell´attesa e nella speranza che la Giustizia, in sede penale ed amministrativa, faccia il proprio corso, e che le sanzioni che necessariamente dovranno conseguire, spingano ognuno ad opera finalmente con adeguata responsabilità e dedizione alla risoluzione del problema, appare legittimo che ogni singolo cittadino chieda che gli vengano risarciti i danni che ha subito e che sta subendo.
Il Movimento Difesa del Cittadino - ha annunciato l´Avv. Eugenio Diffidenti , Coordinatore Regionale - ha organizzato la Campagna tendente a chiedere per via giudiziale il risarcimento dei danni ingiustamente subiti da tutti coloro che abbiano risieduto e\o risiedano in uno dei comuni coinvolti nell´emergenza.
Le adesioni all´iniziativa, che prevede la richiesta giudiziale dei danni, - ha proseguito il Coordinatore Regionale -  si raccolgono, in questa prima fase, presso la sede di San Giorgio a Cremano alla via Buongiovanni n° 59 ed a Ercolano presso lo sportello MDC, di cui è responsabile l´avv. M. Hertha Palomba. A breve sarà possibile rivolgersi presso ogni sede MDC della regione.
Le azioni legali - ha concluso l´avv. E. Diffidenti -  partiranno non appena sarà raggiunto il numero minimo di partecipanti, che è stato previsto al fine di distribuire l´importo delle spese vive in maniera da rendere sostenibile ed accessibile la tutela del diritto ad ogni categoria di cittadino.
La sottoscrizione prevede il versamento di € 15,00 (calcolato su una base di trenta aderenti) e comprende anche l´iscrizione all´associazione.
  San Giorgio a Cremano addì 04/01/2008
Comunicato a cura Avv. Eugenio Diffidenti - Coordinamento Regione Campania MDC
1) Sede Nazionale in 00198 Roma alla via Piemonte n° 39\a, tel. 064880053, fax 0647821727, E mail: info@mdc.it, http://www.mdc.it
Dalla mailing list nazionale del Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua giungono buone notizie, particolarmente  per noi che in ato3 vesuviano-sarnese beviamo acqua già affidata alla SpA GORI.
Quello di Arezzo è stato il primo ato ( ambito territoriale ottimale) a privatizzare la gestione del sii ( servizio idrico integrato), il secondo è stato l’ato 3 vesuviano-sarnese.
Ripubblicizzare si può.
Ripubblicizzare si deve!
Ringrazio Luciano, per l’inoltro ma anche per l’impegno con cui si sta battendo da anni, ed in prima persona, affinché lavoratori ed utenti vedano il diritto all’acqua rispettato e innanzitutto erogato da un gestore totalmente  pubblico e rinnovato: più controllato, più efficiente e più efficace, principio base della Legge d’Iniziativa Popolare presentata alla Camera dal  Forum italiano dei Movimenti per l’acqua, formato da  centinaia di realtà locali attive su tutto il territorio italiano, ed oltre.
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SEGUE, subito dopo della mail che segue, il testo lettera alla Prefettura di Firenze,ecc.in cui i lavoratori denunciano le scorrettezze verso i dipendenti e gli utenti da parte della Publiacqua SpA, la società privata che gestisce l’acqua a Firenze e in vari comuni della provincia.
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Ciao.
Consiglia Salvio
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