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	<title>Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano</title>
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	<description>san giorgio a cremano</description>
	<pubDate>Tue, 14 May 2013 08:18:20 +0000</pubDate>
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		<title>Il Comitato Cittadino si incontra mercoledì 5 Giugno</title>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 08:18:20 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Incontro Pubblico
Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano
mercoledì 5 Giugno ore 18.00
presso ass. Pax Cultura
Via San Giorgio Vecchio N. 67 San Giorgio a Cremano


]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2 style="text-align: center;"><em>Incontro Pubblico<br />
Comitato Cittadino San Giorgio a Cremano</em><br />
<img class="aligncenter" style="font-size: 10px; font-weight: normal;" src="http://idvmilano.it/wp-content/blogs.dir/riunioni_classe-01.gif" alt="" width="413" height="213" />mercoledì 5 Giugno ore 18.00<br />
presso ass. Pax Cultura<br />
<a rel="bookmark" href="http://www.comitatocittadinosangiorgioacremano.it/?p=2486">Via San Giorgio Vecchio N. 67 San Giorgio a Cremano</a></h2>
<h1 style="text-align: center;"><a rel="bookmark" href="http://www.comitatocittadinosangiorgioacremano.it/?p=2486"></a></h1>
<p style="text-align: center;">
]]></content:encoded>
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		<title>11 SABATO MAGGIO 2013, ore 18,00 Essere cittadini europei, cominciamo dall’ICE (Iniziativa Cittadini Europei); approfondiamo insieme c/o sede Pax Cultura, Via San Giorgio Vecchio N. 67 San Giorgio a Cremano (Napoli)</title>
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		<pubDate>Fri, 10 May 2013 16:08:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="https://fbcdn-sphotos-f-a.akamaihd.net/hphotos-ak-prn1/923209_490505401003543_1122652596_n.jpg" alt="" width="586" height="829" /></p>
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		<title>UN MILIONE DI FIRME PER FERMARE LA PRIVATIZZAZIONE DELL&#8217;ACQUA, MANCA ANCORA LA TUA</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 16:06:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[L&#8217;iniziativa dei Cittadini Europei per chiedere alla Commissione Europea che le risorse idriche siano messe fuori dal mercato ed al riparo dai tentativi di privatizzazione ha superato il milione di firme.
È un risultato importante per contrastare la privatizzazione del servizio idrico voluta dalla Commissione Europea e rafforzare la battaglia per l&#8217;applicazione del  referendum sull&#8217;acqua in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" src="http://www.acquapubblica.eu/images/WaterRight_%20logo-blu.jpg" alt="WaterRight  logo-blu" width="100" height="115" />L&#8217;iniziativa dei Cittadini Europei per chiedere alla Commissione Europea che le risorse idriche siano messe fuori dal mercato ed al riparo dai tentativi di privatizzazione ha superato il milione di firme.</p>
<p>È un risultato importante per contrastare la privatizzazione del servizio idrico voluta dalla Commissione Europea e rafforzare la battaglia per l&#8217;applicazione del  referendum sull&#8217;acqua in Italia.</p>
<p>Per centrare l&#8217;obiettivo è necessario che in almeno 7 paesi si raggiunga la quota minima stabilita.</p>
<p><strong>5 piccole azioni in 5 minuti per partecipare anche tu all&#8217;iniziativa:</strong></p>
<p>1) Se non hai ancora firmato fallo al più presto cliccando <a href="https://signature.right2water.eu/oct-web-public/signup.do">qui</a></p>
<p>2) Se hai firmato convinci almeno altre due persone a farlo</p>
<p>3) Condividi sui social network la pagina <a href="http://www.acquapubblica.eu/">www.acquapubblica.eu</a></p>
<p>4) Scarica <a href="http://www.acquapubblica.eu/documenti/cover-facebookICE-WEB.zip">qui</a> la cover dell&#8217;ICE ed esponila sul tuo profilo facebook</p>
<p>Aiutaci a trasformare l&#8217;acqua in un bene comune in tutta Europa.</p>
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		<title>Lina Wertmuller in visita a villa Pignatelli di Montecalvo: Qui è un vero disastro, è terribile che beni culturali come questo siano ridotti così</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Apr 2013 15:15:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Comitato]]></category>

		<category><![CDATA[cittadino]]></category>

		<category><![CDATA[pignatelli]]></category>

		<category><![CDATA[villa]]></category>

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		<description><![CDATA[SAN GIORGIO A CREMANO- A distanza di oltre vent’anni dalle riprese del suo “Io speriamo che me la cavo” la grande regista Lina Wertmuller è tornata a villa Pignatelli di Montecalvo, dove girò parte del film, per una visita prima di presentare la sua autobiografia in villa Bruno.“Qui è un vero disastro – ha commentato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><object width="480" height="360" data="http://www.youtube-nocookie.com/v/X4vtLQZWRzI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/X4vtLQZWRzI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object><strong><em>SAN GIORGIO A CREMANO-</em></strong><span> A distanza di oltre vent’anni dalle riprese del suo “Io speriamo che me la cavo” la grande regista Lina Wertmuller è tornata a villa Pignatelli di Montecalvo, dove girò parte del film, per una visita prima di presentare la sua autobiografia in villa Bruno.</span>“Qui è un vero disastro – ha commentato la Wertmuller osservando la dimora settecentesca, sostenuta ormai da centinaia di tubi metallici a causa di possibili rischi di crollo. – E’ terribile che tanti beni culturali del nostro Paese siano ridotti in questo modo: mi auguro che i proprietari e gli enti pubblici possano trovare presto un accordo per riportare villa Pignatelli agli antichi splendori.”“Ringraziamo Lina Wertmuller – affermano il vicesindaco Giorgio Zinno e l’assessore Francesco Emilio Borrelli, che hanno accompagnato l’artista – per aver voluto, in occasione della sua visita a San Giorgio a Cremano per la XV Settimana della Cultura, tornare a villa Pignatelli, che recentemente è stata scelta come location, per il suo “Reality”, anche da Matteo Garrone ed auspichiamo che voglia sostenerci nella battaglia per il recupero dell’edificio magari girando qui qualche scena del suo prossimo film. Questo chiediamo al mondo della cultura e dell’arte: sostenerci in questa battaglia di civiltà. La villa ormai è stata messa in sicurezza con un importante investimento economico del Comune, data l’inerzia dei proprietari. Abbiamo fatto diversi sopralluoghi e riunioni con loro per spingerli a realizzare almeno una prima azione di recupero e speriamo di arrivare presto ad un accordo.”</p>
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		<title>Ripubblicizziamo, dal bassso!</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 13:38:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Oggi,24 aprile ,Giornata mondiale  delle ripubblicizzazioni, abbiamo voluto celebrare insieme( Comitati campani dell’acqua e Comune di Napoli) , nella splendida cornice di Castel dell’Ovo, la nascita di ABC(Acqua Bene Comune)-Napoli. Lo abbiamo fatto in un’intensa giornata di studio con la presenza sia dei comitati acqua coordinati da Consiglia Salvio, sia del Comune rappresentato dal Sindaco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://lucaenoch.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/7648/100424AcquaBeneComune.jpg" alt="" width="300" height="214" /><span>Oggi,24 aprile ,Giornata mondiale  delle ripubblicizzazioni, abbiamo voluto celebrare insieme( Comitati campani dell’acqua e Comune di Napoli) , nella splendida cornice di Castel dell’Ovo, la nascita di ABC(Acqua Bene Comune)-Napoli. Lo abbiamo fatto in un’intensa giornata di studio con la presenza sia dei comitati acqua coordinati da Consiglia Salvio, sia del Comune rappresentato dal Sindaco L. De Magistris, nonché dal presidente di ABC prof. U. Mattei e dall’ex-assessore all’acqua, prof. A. Lucarelli. “Napoli è l’unica grande città in Italia-così ha aperto i lavori il Sindaco- ad aver obbedito al Referendum.” Infatti, grazie alla forte pressione del comitato acqua, il Comune di Napoli ha deciso di trasformare l’azienda che gestisce la propria acqua,ARIN Spa, trasformandola in ABC-Napoli, azienda speciale che per sua natura, non può fare profitto. E’ quanto prevede il Referendum del 2011, che ha sancito che non si può fare profitto sull’acqua.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Purtroppo sia il governo Berlusconi che il governo Monti hanno totalmente ignorato il Referendum. Anzi il governo Berlusconi ha tentato di ripristinare l’obbligo della privatizzazione dei servizi pubblici locali, per fortuna, bollato dalla Corte Costituzionale perché contrario al Referendum. E sotto il governo Monti, lo scorso dicembre, l’ <span style="text-decoration: underline;">Authority </span>dell’energia e gas ha reintrodotto il principio del profitto sulle tariffe dell’acqua, prontamente sconfessata dal Consiglio  di Stato sempre in nome del Referendum. E’ una dura lotta questa, in difesa della gestione pubblica dell’acqua.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Per questo ci è sembrato importante celebrare la straordinaria vittoria ottenuta a Napoli. Da una Napoli, ritenuta ‘monnezza’ da tanti in Italia, viene invece un luminoso e lungimirante esempio di come gestire ‘sorella acqua’, con la partecipazione della cittadinanza attiva sia nel cda come nel comitato di sorveglianza di ABC. Solo così, recuperando il controllo dei beni fondamentali coma acqua, aria, energia, terra, si potrà parlare di vera democrazia. La strada è lunga!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Ma ci sono segni di speranza che nascono sempre dal basso. Comuni come Reggio Emilia ,Piacenza, Torino, Pistoia, Palermo si stanno lentamente muovendo verso la gestione pubblica dell’acqua. Piccoli comuni come Roccapiemonte(Salerno) stanno resistendo all’abbraccio mortale delle aziende private come la GORI.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Per questo da Napoli rilanciamo con forza la <span style="text-decoration: underline;">Campagna  di Obbedienza Civile</span> per il rispetto dell’esito del secondo quesito referendario che chiedeva di eliminare la rimunerazione del capitale investito (<a href="http://www.obbedienzacivile.it/">www.obbedienzacivile.it</a>). Sarà un impegno molto duro perché ci scontriamo con i veri poteri di questo paese e dell’Europa: i poteri economico-finanziari. Ancora più duro sarà l’impegno in Europa, in particolare a Bruxelles che è sotto un ‘enorme pressione delle multinazionali dell’acqua da Veolia a Coca –Cola, da Suez  alla Pepsi , perché dichiari l’acqua una <span style="text-decoration: underline;">merce</span> . “Il mercato globale privato-afferma O. Hoedeman di CEO, nel suo studio <span style="text-decoration: underline;">Poisoned Spring</span> – è interamente dominato dai giganti europei dell’acqua e la Commissione Europea ritiene suo compito assistere all’espansione di queste multinazionali.”</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Infatti il 14 novembre scorso, la Commisssione europea ha approvato il “ Piano di azione per la salvaguardia delle risorse d’acqua d’Europa” che considera l’acqua come ‘capitale naturale’ e invita a monetizzare il capitale idrico e i suoi servizi, e a recuperare i costi totali di produzione, profitto compreso. E’ questa ‘ la  bibbia’ che guiderà la politica europea per i prossimi anni: è la resa all’Europa dei mercati, alla finanza, alle banche. Ed infatti l’acqua sta diventando uno degli obiettivi della speculazione finanziaria, anche perché, con il surriscaldamento globale, diventerà l’elemento più prezioso:l’oro blu.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Per questo rilanciamo con forza da Napoli l’<span style="text-decoration: underline;">Iniziativa dei cittadini europei</span> (ICE) promossa dai sindacati europei dei servizi pubblici (EPSU) per chiedere il <span style="text-decoration: underline;">diritto</span> all’acqua per tutti i cittadini europei,l’esclusione dei servizi idrici da qualsiasi forma di privatizzazione ed infine l’impegno della UE a garantire l’accesso universale all’acqua. Questa iniziativa, prevista dal Trattato di Lisbona, deve raccogliere entro <span style="text-decoration: underline;">fine giugno ,</span> in almeno sette paesi ,un milione di firme,e in ognuna deve raggiungerne almeno 50.000. Finora Germania,Austria, Belgio, Slovenia e Slovacchia hanno raggiunto il quorum. Spagna e Italia (siamo a quoata 40.000!) mancano all’appello. Dobbiamo raggiungere il traguardo per obbligare la  Commissione europea a rispondere ai firmatari con un atto legislativo. Abbiamo poco tempo e la situazione in Europa è grave! Si può votare on line all’indirizzo;www.acquapubblica.eu</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Da Napoli, dove abbiamo ottenuto una splendida vittoria, rilanciamo con forza il nostro impegno sull’acqua , sia in Italia che in Europa. E’ una questione di vita e di morte per milioni di persone.</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span>Coraggio, possiamo e dobbiamo farcela!</span></p>
<p class="MsoNormal" style="text-align: justify;"><span> </span>Alex    Zanotelli</p>
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		<title>I più bei parchi italiani online con Street View.  E Google immortala i tesori del pianeta</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Apr 2013 09:51:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Tesori naturalistici da navigare in rete, fra sentieri e itinerari, grazie ad un accordo fra l&#8217;azienda di Mountain View ed il ministero dell&#8217;Ambiente. Si parte dal Gran Paradiso, Abruzzo-Lazio e Molise e la Sila. E lo sguardo si allarga ad altre meraviglie, italiane ed estere: le foto panoramiche di Google Maps ora online coprono 9 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="font-size: 1.17em;"><strong>Tesori naturalistici da navigare in rete, fra sentieri e itinerari, grazie ad un accordo fra l&#8217;azienda di Mountain View ed il ministero dell&#8217;Ambiente. Si parte dal Gran Paradiso, Abruzzo-Lazio e Molise e la Sila. E lo sguardo si allarga ad altre meraviglie, italiane ed estere: le foto panoramiche di Google Maps ora online coprono 9 milioni di chilometri da Paestum a Stonhenge, fino all&#8217;Antartide</strong></span></p>
<div id="bookmark-container" class="archive-button" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="I più bei parchi italiani online con Street View.  E Google immortala i tesori del pianeta" src="http://www.repubblica.it/images/2013/04/23/173713470-376168d7-17ab-445a-a0dd-9214ce645fb6.jpg" alt="I più bei parchi italiani online con Street View.  E Google immortala i tesori del pianeta" width="300" height="141" /></div>
<div class="sidebar-cont" style="text-align: justify;">
<div class="sidebar">
<p><span>Villa Adriana, da Google Street View</span></div>
</div>
<p style="text-align: justify;"><span>A FARCI navigare fra i sentieri e le meraviglie di tre dei più bei parchi italiani ora ci pensa Google. Grazie ad una collaborazione fra Mountain View ed il ministero dell&#8217;Ambiente e Federparchi, le tre aree naturalistiche che si potranno visitare online sul sito del ministero dell&#8217;Ambiente sono il Parco Nazionale del Gran Paradiso, il Parco Nazionale Abruzzo Lazio e Molise e il Parco Nazionale della Sila. Ed è solo il punto di partenza: nelle prossime settimane nuovi sistemi di riprese creati ad hoc consentiranno la scoperta online di nuovi sentieri e percorsi articolati, che andranno ad aggiungersi al Geoportale Nazionale (</span><a href="http://www.pcn.minambiente.it/">www.pcn.minambiente.it</a><span>), una &#8220;biblioteca&#8221; sul web i cui scaffali contengono la cartografia disponibile del territorio italiano con i principali tematismi ambientali e territoriali.</span><br />
&#8220;L&#8217;iniziativa avviata con Google e Federparchi - rileva il ministro dell&#8217;Ambiente, Corrado Clini - e&#8217; di grandissimo interesse per il ministero dell&#8217;Ambiente ma, soprattutto per gli italiani che avranno un&#8217;opportunità in più e una modalità innovativa per fruire del nostro grande patrimonio naturalistico. Percorrere &#8216;virtualmente&#8217; sette sentieri di tre dei più bei parchi d&#8217;Italia rappresenta una occasione di conoscere, di viaggiare con gli occhi, ma anche un forte stimolo al turismo coniugando interesse per la natura, tecnologia, strumenti della rete, con un&#8217;offerta orientata al pubblico giovanile che e&#8217; particolarmente attento ai temi e ambientali&#8221;.<br />
Il tutto grazie a Street view, il servizio gratuito di Google Maps che consente di visualizzare foto panoramiche a livello stradale di aree metropolitane, siti archeologici e tanti altri luoghi di particolare interesse. Con un articolato sistema di telecamere, montate a bordo di mezzi speciali come il triciclo &#8220;trike&#8221; di Google e in grado di scattare foto in movimento, i tecnici Google hanno percorso, fotografato e messo in rete i sentieri più belli dei tre parchi. Ma Street view non si ferma qui e allarga il suo sguardo ad altri tesori italiani, catturando e mettendo a disposizione in rete immagini di patrimoni dell&#8217;Unesco come gli scavi di Paestum, il Parco Archeologico di Velia, le Residenze Sabaude e la Val D&#8217;Orcia. O ancora le ville del Palladio, scenari e territori unici, come Sirmione e le Grotte di Catullo, Salò, il Vittoriale degli Italiani. Per chi vorrà pianificare la prossima vacanza, per chi è interessato a studiare da vicino la storia di alcuni tesori architettonici o paesaggistici o semplicemente per chi vuole ammirare paesaggi straordinari, da oggi su Google Maps è possibile esplorare nuovi incantevoli luoghi del bel Paese. E non solo: sono altri 13 i Paesi coinvolti nel progetto. Le immagini panoramiche di Google Street View sono ora disponibili in più di 3.000 città in 50 paesi diversi, dall&#8217;Antartide al Grand Canyon, coprendo oltre 9 milioni di Km, anche negli angoli più nascosti e affascinanti del pianeta.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.repubblica.it/ambiente/2013/04/23/news/google_streetview_entra_nei_parchi_italiani-57318117/">http://www.repubblica.it/ambiente/2013/04/23/news/google_streetview_entra_nei_parchi_italiani-57318117/</a></p>
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		<title>Appello ai Sindaci d&#8217;Italia - Dalle Federutilities alle Federcommunities‏</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Apr 2013 15:18:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[emergenza]]></category>

		<category><![CDATA[Emergenza rifiuti]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle Federutilities alle Federcommunities

Oggi la Città di Napoli offre a tutto il Paese l’esempio di una gestione dell’acqua totalmente pubblica: Acqua Bene Comune (ABC) – Napoli – Azienda Speciale. La Città partenopea è la prima grande città ad obbedire al referendum che ha sancito il principio base: sull’acqua non si può fare profitto. Ed è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Calibri; text-decoration: underline; font-weight: bold;">Dalle Federutilities alle Federcommunities</span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: center;"><strong><span style="text-decoration: underline;"></span></strong></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/images/stories/dollaro_acqua.jpg" alt="" width="180" height="155" /><span style="font-family: Calibri;">Oggi la Città di Napoli offre a tutto il Paese l’esempio di una gestione dell’acqua totalmente pubblica: Acqua Bene Comune (ABC) – Napoli – Azienda Speciale. </span><span style="font-family: Calibri;">La Città partenopea è la prima grande città ad obbedire al referendum che ha sancito il principio base: sull’acqua non si può fare profitto. </span><span style="font-family: Calibri;">Ed è quanto ha fatto Napoli decidendo di gestire la propria acqua con uno strumento giuridico che per sua natura non può fare profitto. </span><span style="font-family: Calibri;">Noi, oggi, da Napoli invitiamo tutti i Sindaci ad avere il coraggio di ripubblicizzare la gestione del servizio idrico integrato, uscendo dall’abbraccio mortale del privato, delle multinazionali, delle multiutilities e delle banche. </span><span style="font-family: Calibri;">Sindaci, sull’acqua ci giochiamo tutto, anche la nostra stessa democrazia. </span><span style="font-family: Calibri;">Per questo, partendo dal basso, dalle nostre comunità locali, facciamo partire una cascata di azioni positive che obblighi il nostro nuovo governo a proclamare “sorella acqua” la “nostra Madre” un diritto fondamentale contenuto nell’articolo 2 della Costituzione Repubblicana. </span><span style="font-family: Calibri;">Coraggio, piccoli e grandi Comuni! Tocca a voi!</span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: center;"><span><span style="font-family: Calibri;"><span> </span></span></span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: center;"><em><span><span style="font-family: Calibri;">Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua</span></span></em></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: center;"><em><span><span style="font-family: Calibri;"><span> </span>Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell’Acqua</span></span></em></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: center;"><span style="font-family: Calibri;"><em><span><span> </span>Comitato Acqua Pubblica Napoli</span></em></span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: center;"><span><span style="font-family: Calibri;"> </span></span></p>
<p class="ecxMsoNormal" style="text-align: center;"><span style="font-family: Calibri;"><span>Napoli, 24 aprile 2013</span><span><span> </span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="font-family: Calibri;"><span></span></span></p>
<p class="ecxMsoNormal"><strong><span>Ufficio Stampa - Coordinamento Regionale Campania Acqua Pubblica<a name="_GoBack"></a></span></strong></p>
<p class="ecxMsoNormal"><a href="mailto:campaniacqua.stampa@gmail.com"><strong><span lang="EN-US"><span style="color: #0000ff;">campaniacqua.stampa@gmail.com</span></span></strong></a><strong></strong></p>
<p class="ecxMsoNormal"><strong><span lang="EN-US">Cell: +3297745761/+393296114952</span></strong></p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>24 e 25 Aprile, Liberiamo l&#8217;acqua!</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Apr 2013 05:57:28 +0000</pubDate>
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Il 24 e 25 Aprile si svolgeranno due giornate di mobilitazione in tutta Italia. Saranno giornate in cui i comitati affermeranno che bisogna “liberare l&#8217;Acqua”.
Lo facciamo in una giornata simbolica, quella della liberazione dell&#8217;Italia dal nazifascmo, perchè sappiamo che l&#8217;aspirazione ad una società giusta, equa e libera dalla dittatura è stato ciò che ha mosso la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10px; line-height: normal;" src="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/images/stories/24-25_Aprile_2013.jpg" alt="24-25_Aprile_2013" width="138" height="190" /></p>
<h3>Il 24 e 25 Aprile si svolgeranno due giornate di mobilitazione in tutta Italia. Saranno giornate in cui i comitati affermeranno che bisogna “liberare l&#8217;Acqua”.<br />
Lo facciamo in una giornata simbolica, quella della liberazione dell&#8217;Italia dal nazifascmo, perchè sappiamo che l&#8217;aspirazione ad una società giusta, equa e libera dalla dittatura è stato ciò che ha mosso la resistenza e, i suoi stessi principi, hanno continuato a vivere in tutte le lotte sociali, di generazione in generazione.<br />
Come abbiamo fatto 3 anni fa, quando iniziammo la raccolta firme per il referendum, prendiamo questa come data simbolica per affermare che quella battaglia è stata vinta ma la guerra è ancora lunga. Infatti ancora oggi la percentuale in bolletta per i profitti garantiti, ovvero la speculazione sull&#8217;acqua e il servizio idrico, non è stata abolita; anzi, la tariffa, ricalcolata dall&#8217;AEEG, ha semplicemente nascosto sotto un&#8217;altra definizione quello stesso meccanismo.<br />
Sappiamo che questi sono giorni difficilissimi, dovuti alla situazione istituzionale ma, ancor di più, di fronte ad una crisi economica e sociale che sta facendo precipitare tutte/i noi. Per questo vogliamo mobilitarci contro le gestioni private, la “tariffa-truffa” dell&#8217;AEEG e per l&#8217;applicazione dell&#8217;esito referendario, ma vogliamo farlo cercando sempre la massima cooperazione e relazione con chi si batte per la difesa dei beni comuni e le altre lotte sociali.<br />
Perchè sappiamo che è ora di riaffermare gli ideali e le speranze che portarono alla liberazione e costruire, oggi, un&#8217;alternativa necessaria.<br />
<a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2031%3A24-25-aprile-2013-liberiamo-lacqua&amp;catid=137&amp;Itemid=67">Scarica i materiali</a><br />
Napoli<br />
Mercoledì 24, ore 9.00. Incontro pubblico “Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve”. Castel dell&#8217;Ovo.<br />
Ore 17.00. Marcia alla fontana di Via Partenope, performances e momento finale. <a class="at_url" title="Download this file (Dibattito_Ripubblicizzazione_Napoli_24-04-13.pdf)" href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/attachments/2049_Dibattito_Ripubblicizzazione_Napoli_24-04-13.pdf" target="_blank">Scarica il programma</a>. <a class="at_url" title="Download this file (Locandina_Napoli_24-04-13.pdf)" href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/attachments/2049_Locandina_Napoli_24-04-13.pdf" target="_blank">Scarica la locandina</a></h3>
<p style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10px; line-height: normal;"><strong><a href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=2031%3A24-25-aprile-2013-liberiamo-lacqua&amp;catid=137&amp;Itemid=67"></a></strong></p>
<p style="font-family: Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: 10px; line-height: normal;"><a class="at_url" title="Download this file (Locandina_Napoli_24-04-13.pdf)" href="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/attachments/2049_Locandina_Napoli_24-04-13.pdf" target="_blank"></a></p>
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		<title>Presentazione Convegno &#8220;Ripubblicizzare si può, Ripubblicizzare si deve&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Apr 2013 09:12:33 +0000</pubDate>
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Presentazione Convegno &#8220;Ripubblicizzare si può, Ripubblicizzare si deve&#8221;

NAPOLI - c/o Mani Tese, Piazza Cavour 190 - lunedì 22 aprile ore 12.30
Si invitano i giornalisti a partecipare alla conferenza stampa che si terrà lunedì 22 aprile 2013 alle ore 12.30 presso la sede di Mani Tese (Piazza Cavour, 190 - Napoli) in cui verrà presentato il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;" align="center"><span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif; font-size: x-small;"><img class="aligncenter" style="border: 0px;" src="https://dub106.mail.live.com/att/GetInline.aspx?messageid=8be85883-a92a-11e2-9e4a-00237de4151e&amp;attindex=0&amp;cp=-1&amp;attdepth=0&amp;imgsrc=cid%3a1715580598.1973777746.1366401088493&amp;cid=5926916d176ba60d&amp;shared=1&amp;blob=MHxmb3J1bS5qcGd8aW1hZ2UvanBlZw_3d_3d&amp;hm__login=soriagio&amp;hm__domain=hotmail.com&amp;ip=10.211.10.8&amp;d=d4167&amp;mf=0&amp;hm__ts=Sun%2c%2021%20Apr%202013%2009%3a09%3a12%20GMT&amp;st=soriagio&amp;hm__ha=01_069faddc18dea9c9c2c1f2a128ec51b91aae7714c48ae34e368576a057ce6280&amp;oneredir=1" border="0" alt="" hspace="0" width="551" height="130" align="baseline" /></span></p>
<p class="ecxMsoNormal" align="center"><strong></strong></p>
<h2 style="text-align: center;">
Presentazione Convegno &#8220;Ripubblicizzare si può, Ripubblicizzare si deve&#8221;</h2>
<p style="text-align: center;">
<h2 style="text-align: center;">NAPOLI - c/o Mani Tese, Piazza Cavour 190 - lunedì 22 aprile ore 12.30<br />
Si invitano i giornalisti a partecipare alla conferenza stampa che si terrà lunedì 22 aprile 2013 alle ore 12.30 presso la sede di Mani Tese (Piazza Cavour, 190 - Napoli) in cui verrà presentato il programma del convegno &#8220;Ripubblicizzare si può, ripubblicizzare si deve&#8221; che si svolgerà a Napoli (Castel dell&#8217;Ovo) il 24 aprile 2013 (in allegato il programma).<br />
Interverranno: Luigi De Magistris (Sindaco di Napoli); Padre Alex Zanotelli (Missionario Comboniano); Ugo Mattei (Presidente ABC Napoli); Consiglia Salvio (Coordinamento Campano per la Gestione Pubblica dell&#8217;Acqua - Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua), Carlo Borriello (Comitato Acqua Pubblica Napoli - Forum Italiano dei Movimenti per l&#8217;Acqua).<br />
Napoli, 19 aprile 2013<br />
Ufficio Stampa - Coordinamento Regionale Campania Acqua Pubblica<br />
<a href="mailto:campaniacqua.stampa@gmail.com">campaniacqua.stampa@gmail.com<br />
</a>Cell: +3297745761/+393296114952</h2>
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		<title>Accaparramento del terreno agricolo, Ue ed Italia sono tornate ai tempi del latifondo</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Apr 2013 17:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
Non si può neanche più suggerire ai disoccupati di andare a zappare la terra. In Europa e in Italia si diffonde l’accaparramento di enormi estensioni di terreno agricolo da parte di pochi ricchi. Il land grabbingnon è più un fenomeno da Terzo Mondo, o forse anche noi stiamo entrando nel Terzo Mondo.
Negli Stati ex sovietici e negli ex Paesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blogeko.iljournal.it/wp-content/uploads/2013/04/Cattura67.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-72104" title="contadino" src="http://blogeko.iljournal.it/wp-content/uploads/2013/04/Cattura67.jpg" alt="" width="193" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non si può neanche più suggerire ai disoccupati di andare a zappare la terra. In Europa e in Italia si diffonde l’<strong>accaparramento</strong> di enormi estensioni di <strong>terreno agricolo</strong> da parte di pochi ricchi. Il <a href="http://blogeko.iljournal.it/2010/stati-e-aziende-acquistano-terreno-agricolo-allestero-crisi-alimentare-e-land-grabbing/56139" target="blank">land grabbing</a>non è più un fenomeno <a href="http://blogeko.iljournal.it/2012/lue-vuole-i-biocarburanti-migliaia-di-contadini-poveri-scacciati-dalle-terre-foto/68746" target="blank">da Terzo Mondo</a>, o forse anche <strong>noi</strong> stiamo entrando nel Terzo Mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Negli Stati ex sovietici e negli ex Paesi satelliti dell’Urss (Ucraina, Bulgaria, Romania) hanno fatto shopping di campi oligarchi russi e società cinesi o mediorientali; nell’Unione Europea l’accaparramento si manifesta soprattutto attraverso la <strong>concentrazione</strong> delle proprietà fondiarie.</p>
<p style="text-align: justify;">Il fenomeno è netto in<strong> Italia</strong>, dove le aziende agricole sono 1,6 milioni. Di esse, appena 15.000 (lo <strong>0,93%</strong>) si spartiscono oltre il <strong>26% </strong>dell’intero terreno coltivabile. Allargando ulteriormente la prospettiva, 100.000 aziende (il 6,3%) controllano complessivamente il 46,6% del terreno coltivabile.</p>
<p style="text-align: justify;">Simmetricamente il <strong>93,7% </strong>delle aziende agricole – ossia 1,5 milioni – deve accontentarsi di coltivare complessivamente solo il <strong>53,4%</strong> dei campi italiani. L’unico paragone possibile è quello con i <strong>latifondi</strong> della Sicilia ai tempi dei Borbone.</p>
<p style="text-align: justify;">I dati sono stati diffusi ieri dal network di ricercatori riuniti nel <strong>Transnational Institute</strong>, di cui fa parte anche la famosa Via Campesina. Il <a href="http://www.tni.org/sites/www.tni.org/files/download/land_in_europe_1.pdf" target="blank">rapporto</a> (qui <a href="http://www.tni.org/briefing/land-concentration-land-grabbing-and-peoples-struggles-europe" target="blank">la sintesi</a>) si intitola “Land concentration, land grabbing and people’s struggles in Europe”.</p>
<p style="text-align: justify;">Nell’<strong>Unione Europea</strong> la metà di tutto il terreno coltivabile è spartito fra il <strong>3%</strong> delle aziende.</p>
<p style="text-align: justify;">In <strong>Germania</strong> a metà degli Anni 60 i proprietari terrieri erano 1,2 milioni. Ora non raggiungono i 300.000. Contemporaneamente il terreno occupato dalle piccolissime aziende familiari è sceso da 123.000 a 20.000 ettari circa. In <strong>Andalusia</strong> (Spagna) il numero delle aziende agricole è diminuito del 65% circa e il 2% dei proprietari terrieri possiede la metà della terra coltivabile.</p>
<p style="text-align: justify;">La concentrazione della proprietà terriera, dice il rapporto, è stata incoraggiata perchè i contributi dell’<strong>Ue</strong> all’agricoltura sono strutturati in modo tale da <strong>privilegiare</strong> le <strong>grandi</strong>aziende e non ricadono affatto sul territorio come una benefica pioggia uniforme.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel caso dell’<strong>Italia</strong>, lo <strong>0,29%</strong> delle aziende agricole ha ottenuto il <strong>18%</strong> dei contributi europei. All’interno di questo ristretto gruppo, 150 aziende da sole hanno ricevuto il <strong>6%</strong>dei contributi destinati all’Italia.</p>
<p style="text-align: justify;">Il rapporto del Transnational Institute sottolinea che la concentrazione in poche mani del terreno agricolo è un grave <strong>errore</strong> e i Governi europei farebbero bene ad invertire immediatamente la rotta.</p>
<p style="text-align: justify;">Infatti le <strong>piccole</strong> aziende contadine hanno un ruolo chiave nel garantire la sovranità alimentare ed offrono <strong>alternative</strong> valide alla <strong>crisi</strong> economica ed ecologica globale.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://blogeko.iljournal.it/2013/accaparramento-del-terreno-agricolo-ue-ed-italia-sono-tornate-ai-tempi-del-latifondo/72098?">http://blogeko.iljournal.it/2013/accaparramento-del-terreno-agricolo-ue-ed-italia-sono-tornate-ai-tempi-del-latifondo/72098?</a></p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Forum e Enti locali: No ad ogni tipo di Mafia</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Apr 2013 15:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Comunicato Stampa

Fuori gli amministratori collusi con organizzazioni malavitose dal Coordinamento degli Enti Locali per l&#8217;Acqua Bene Comune

Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e il Coordinamento degli Enti locali per l&#8217;Acqua Bene Comune prendono le distanze da Sindaci ed Amministratori Locali che, con i loro comportamenti e collusioni con organizzazioni malavitose, hanno tradito i principi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: justify;"><strong><img class="alignleft" src="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/images/stories/sindaco.jpg" alt="sindaco" width="120" height="173" />Comunicato Stampa</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><strong></p>
<p>Fuori gli amministratori collusi con organizzazioni malavitose dal Coordinamento degli Enti Locali per l&#8217;Acqua Bene Comune</strong></div>
<div class="im" style="text-align: justify;">
<p>Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e il Coordinamento degli Enti locali per l&#8217;Acqua Bene Comune prendono le distanze da Sindaci ed Amministratori Locali che, con i loro comportamenti e collusioni con organizzazioni malavitose, hanno tradito i principi e i valori imprescindibili che caratterizzano la lotta di giustizia in difesa del Bene comune acqua.</p></div>
<div style="text-align: justify;">Nel ricordare l&#8217;importanza dei processi democratici portati avanti dal Forum e dal Coordinamento enti locali, per promuovere una gestione pubblica e partecipata delle risorse idriche, ribadiamo che l&#8217;adesione a tali iniziative non può in alcun modo rappresentare un paravento per chi opera nell&#8217;illegalità: non c’è ordine del giorno, dichiarazione di principio, proposta di legge che possa valere il prezzo del silenzio.</p>
<p>Si scrive acqua si legge democrazia, non è uno slogan, è un principio fondamentale per la nostra vita e per il futuro dell’umanità.</p></div>
<div class="im" style="text-align: justify;">
E’ una pratica che esclude, di fatto, la corruzione e la sopraffazione e che e&#8217; affermazione di trasparenza politica, di legalità amministrativa e di responsabilità sociale.</div>
<div style="text-align: justify;">Pertanto, mantenendo come punto fermo il garantismo e, dunque, la consapevolezza che le trame di singoli non si possano attribuire automaticamente ad interi organi istituzionali, il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e il Coordinamento degli Enti locali per l&#8217;Acqua Bene Comune considerano gli Amministratori collusi con la criminalità organizzata non più parte del Coordinamento per decadenza dei requisiti fondamentali e non negoziabili di legalità.</div>
<div class="im" style="text-align: justify;">
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’acqua e il Coordinamento degli Enti locali per l&#8217;Acqua Bene Comune sono schierati al fianco di ogni movimento, di ogni cittadino e, più in generale, di tutti coloro i quali si battano contro ogni mafia e contro ogni forma di utilizzo/sfruttamento/<br />
accaparramento che – a ogni livello - queste fanno dei beni comuni, incominciando dall’acqua bene vitale e diritto umano inalienabile.</div>
<div style="text-align: justify;">Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua e il Coordinamento degli Enti locali per l&#8217;Acqua Bene Comune saranno sempre vicini (formalmente e sostanzialmente) a tutti quei Sindaci e amministratori – tanti – che, in linea con i nostri ideali, si battono con onestà, correttezza e trasparenza per il raggiungimento dell’obiettivo comune.</div>
<div style="text-align: justify;">15 Aprile 2013</div>
<div class="im" style="text-align: justify;">
<div style="text-align: justify;"><strong>Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua<br />
Coordinamento degli Enti locali per l&#8217;Acqua Bene Comune</strong></div>
</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Acqua diritto umano in Europa</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Apr 2013 17:23:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[
L&#8217;iniziativa dei Cittadini Europei per l&#8217;acqua diritto umano chiede alla Commissione Europea che le risorse idriche siano messe fuori dal mercato ed al riparo dai tentativi di privatizzazione. Servono un milione di firme. Per informazioni e per firmare:http://www.acquapubblica.eu/
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			<content:encoded><![CDATA[<p><object width="480" height="360" data="http://www.youtube-nocookie.com/v/2b4NmB7IWaI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube-nocookie.com/v/2b4NmB7IWaI?version=3&amp;hl=it_IT&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /></object></p>
<p><span>L&#8217;iniziativa dei Cittadini Europei per l&#8217;acqua diritto umano chiede alla Commissione Europea che le risorse idriche siano messe fuori dal mercato ed al riparo dai tentativi di privatizzazione. Servono un milione di firme. Per informazioni e per firmare:</span><a class="yt-uix-redirect-link" title="http://www.acquapubblica.eu/" dir="ltr" rel="nofollow" href="http://www.acquapubblica.eu/" target="_blank">http://www.acquapubblica.eu/</a></p>
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		<title>Ilva di Taranto: domenica il referendum</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Apr 2013 17:26:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domenica a Taranto si terrà una consultazione referendaria che potrebbe ribaltare il destino eterodiretto degli impianti Ilva e dell&#8217;ambiente circostante.


Se infatti la Corte Costituzionale ha decretato legittima la legge cosiddetta salva-Ilva, ed ha quindi rigettato i ricorsi presentati dalla procura di Taranto giudicandoli inammissibili ed infondati, dall’altra parte c’è la consultazione referendaria che si terrà domenica prossima a Taranto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 class="summary" style="text-align: justify;">Domenica a Taranto si terrà una consultazione referendaria che potrebbe ribaltare il destino eterodiretto degli impianti <strong>Ilva</strong> e dell&#8217;ambiente circostante.</h3>
<div id="article-media" class="article-media"><img class="article-img alignleft" src="http://static.blogo.it/ecoblog/d/dd0/taranto_011.jpg" alt="Ilva di Taranto: domenica il referendum" width="352" height="263" /></div>
<div id="post_content" class="article-txt">
<p>Se infatti <a href="http://www.ecoblog.it/post/62501/la-legge-salva-ilva-e-legittima-respinti-i-ricorsi-dalla-corte-costituzionale">la Corte Costituzionale</a> ha decretato legittima la legge cosiddetta <strong>salva-Ilva</strong>, ed ha quindi rigettato i ricorsi presentati dalla procura di Taranto giudicandoli inammissibili ed infondati, dall’altra parte c’è <a href="http://www.ecoblog.it/post/48253/ilva-aperta-o-chiusa-il-14-aprile-referendum-a-taranto">la consultazione referendaria</a> che si terrà domenica prossima a Taranto e che potrebbe ribaltare le sorti della siderurgia, e dell’ambiente, nella città pugliese.</p>
<p class="advClass">Il <strong>primo quesito</strong> che verrà sottoposto all’attenzione dei tarantini recita:</p>
<blockquote><p>Volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute nonché la salute dei lavoratori contro l’inquinamento, proporre la chiusura dell’ acciaieria Ilva?</p></blockquote>
<p class="advClass">Il <strong>secondo quesito</strong> invece è più specifico e riguarda l’area a caldo dell’acciaierie Ilva:</p>
<blockquote><p>Volete voi cittadini di Taranto, al fine di tutelare la vostra salute e quella dei lavoratori, proporre la chiusura dell’area a caldo dell’Ilva, maggiore fonte di inquinamento, con conseguente smantellamento dei parchi minerali?</p></blockquote>
<p class="advClass">Il destino di Taranto passa, per la prima volta nella storia di questa città, dalle mani dei suoi cittadini: <a href="http://www.ecoblog.it/post/62501/la-legge-salva-ilva-e-legittima-respinti-i-ricorsi-dalla-corte-costituzionale">la sentenza della Corte Costituzionale</a>, che si rispetta applicandola ma si può contestare discutendola, conferma l’esigenza di tutelare prioritariamente l’industria dell’acciaio ed i suoi interessi piuttosto che la salute pubblica ed ambientale.</p>
<p class="advClass">Secondo quanto dichiarato dall’ex parlamentare radicale <strong>Elisabetta Zamparutti</strong> (che su Taranto ha presentato numerose interrogazioni parlamentari, spesso rimaste lettera morta), e dai radicali Sergio D’Elia e Annarita Digiorgio:</p>
<blockquote><p>La vittoria del “sì” imporrebbe la ricerca di un’alternativa allo stato attuale che prolunga l’agonia di un impianto obsoleto in nome di una politica industriale legata ad un’idea di sviluppo insostenibile. Invitiamo quindi tutti i cittadini di Taranto, domenica 14 aprile, ad andare a votare.</p></blockquote>
<p>Il referendum, che non vedrà il terzo quesito promosso dal <strong>Comitato Taranto Futura</strong> perchè giudicato inammissibile (era relativo agli indennizzi), si basa su due quesiti chiari, limpidi come limpida era un tempo l’acqua del mar piccolo nel golfo della città: non ci sono i classici orpelli<em>“votare si per dire no”</em> o viceversa.</p>
<p>Secondo indiscrezioni, dai <a href="http://www.ecoblog.it/post/44667/taranto-ilva-dopo-il-tornado-sorge-il-dilemma-dellamianto">risultati del registro Tumori a Taranto</a>, istituito recentemente, emergerebbe un quadro fortemente preoccupante: nel periodo tra il 2006 ed il 2008 sembra che a Taranto ci si ammali statisticamente con più rilevanza rispetto al resto d’Italia. Secondo alcune analisi <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/04/11/piombo-nel-sangue-dei-bambini-di-taranto/558863/">enunciate in un convegno</a> organizzato oggi a Taranto da <strong>Save The Children</strong> nel sangue dei bambini tarantini è presente <strong>piombo</strong> in quantità, un metallo probabilmente cancerogeno per l’uomo (e che certamente non si trova, da solo, nel sangue umano).</p>
<p><strong>Il potere dello Stato</strong> si scontrerà domenica con i veleni che uccidono la popolazione; un potere grande, gestito lontano da Taranto: la nomina di <strong>Enrico Bondi</strong> a nuovo amministratore delegato di Ilva altro non è che un passaggio in più per delineare questo potere, che porta in un modo o nell’altro sempre sul Colle Quirinale di Roma: la decisione del Cda Ilva, che ha confermato Presidente <strong>Bruno Ferrante</strong>, è un tassello verso la normalizzazione della situazione, ma in verità è evidente che c’è dell’altro.</p>
<p>Nell’ultimo anno Bondi (ex amministratore straordinario di Montedison e Parmalat) ha goduto di una vera e propria escalation della sua carriera: da sempre intimo del presidente Monti, Bondi è stato nominato <strong>commissario alla Revisione della Spesa dello Stato italiano</strong> il 30 aprile 2012: un commissario straordinario per la razionalizzazione degli acquisti di beni e servizi con il compito di definire il livello di spesa per voci di costo. Nominato con decreto legge, si è dovuto dimettere meno di un anno dopo (il 7 gennaio 2013) a causa di pressioni politiche dovute al suo nuovo ruolo di supervisore alle liste di Scelta Civica con Monti.</p>
<p>Via | <a href="http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/TestSondaggi/popup.php?IDSondaggio=263">La Gazzetta del Mezzogiorno</a></div>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Notizie dal Forum Sociale Mondiale di Tunisi</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Apr 2013 06:10:08 +0000</pubDate>
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Dal Forum Sociale Mondiale a Tunisi – “Le multinazionali energetiche e minerarie vengono nei nostri paesi e quello che si aspettano da noi è che, come cinquecento anni fa, abbassiamo la testa e diciamo sì signore. Noi però non ci pieghiamo. Usciamo in strada a protestare pacificamente e non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" src="http://www.acquabenecomune.org/raccoltafirme/images/stories/Tunisi_2013-03-26.jpg" alt="Tunisi_2013-03-26" width="150" height="113" /><strong>Con dighe e miniere non c’è sviluppo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Dal</strong><strong> Forum Sociale Mondiale a Tunisi</strong> – “Le multinazionali energetiche e minerarie vengono nei nostri paesi e quello che si aspettano da noi è che, come cinquecento anni fa, abbassiamo la testa e diciamo sì signore. Noi però non ci pieghiamo. Usciamo in strada a protestare pacificamente e non sappiamo in quanti torneremo a casa. Ma non ci fermiamo” dice Nicanor Alvarado Carrasco del Poject Conga nell’Amazzonia Peruviana.</p>
<p><strong>Al Forum mondiale di Tunisi si discute della perversa relazione tra sfruttamento idroelettrico ed estrazione mineraria.</strong><span>Una relazione indissolubile, considerando che la maggior parte dei nuovi impianti che vengono costruiti nei paesi del sud non sono destinati a produrre energia per le persone, bensì per alimentare le grandi miniere che estraggono materie prime necessarie per il nostro insostenibile stile di vita.“Quante dighe si possono costruire su un fiume?” chiede provocatoriamente Maduresh, attivista del movimento Save Narmada Movement, che da 27 anni si batte per salvare l’omonimo fiume indiano: </span><strong>“Sul Narmada ce ne sono più di mille, di tutte le dimensioni”</strong><span>. Save Narmada Movement negli anni ’90, grazie ad una fortissima solidarietà internazionale, aveva avuto la meglio sulla Banca mondiale, allora principale finanziatore dei grandi sbarramenti, imponendo uno stop durato meno di dieci anni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>A partire dal 2005 la realizzazione dei progetti idroelettrici ha subito una nuova impennata</strong>, non solo a causa dell’alleanza di multinazionali e governi corrotti nell’imporre un modello economico basato principalmente sull’estrazione e l’esportazione delle materia prime, ma anche a causa del Meccanismo di sviluppo pulito inserito negli accordi sul clima siglati a Kyoto. Questo permette alle multinazionali del nord di continuare ad emettere CO2 in cambio dello sviluppo di progetti di energia rinnovabile nel sud del mondo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un triplo business per le multinazionali occidentali dell’energia, che guadagnano dalle centrali a carbone in Europa, dall’idroelettrico nel sud del mondo e dalla vendita sul mercato dei crediti di carbonio dei certificati di riduzione delle emissioni</strong> (CER). Sui CER è inoltre possibile strutturare prodotti finanziari derivati, aggiungendo anche un quarto potenziale guadagno. Re:Common e il Forum italiano dei movimenti per l’acqua hanno illustrato durante la riunione l’esperienza della rete <a href="http://stopenel.noblogs.org/" target="_blank">StopEnel</a>, nata con lo scopo di contrastare in maniera sistemica il modello energetico dell’impresa elettrica nazionale e unire le comunità negativamente colpite dai suoi progetti in Italia, America latina ed Europa dell’Est.</p>
<p style="text-align: justify;">Presente anche una folta delegazione di iracheni e kurdi, che grazie anche all’impegno dell’associazione <strong>“Un Ponte per…”</strong> hanno unito le forze per fermare insieme la costruzione della diga di Ilisu nel Kurdistan turco, recentemente bloccata dalle autorità giudiziarie turche a causa dell’assenza di un’adeguata valutazione di impatto ambientale. Il rafforzamento della lotta contro le dighe e le miniere appare oggi un nodo cruciale per prevenire nuove catastrofi ecologiche.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Di Caterina Amicucci</em> pubblicato su <a href="http://www.altreconomia.it/" target="_blank">Altreconomia.it</a></p>
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		<title>Roccapiemonte. Il TAR boccia la Gori. Acqua nelle mani del comune</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Apr 2013 06:38:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Acqua pubblica: il Tar di Salerno giudica inammissibile il ricorso presentato dalla Gori contro il Comune di Roccapiemonte, unico centro del territorio a non aver ancora ceduto le reti idriche alla società privata. Una prima significativa vittoria per il piccolo centro dell&#8217;Agro nocerino, che da otto anni, è in prima linea per scongiurare il rischio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Acqua pubblica: il Tar di Salerno giudica inammissibile il ricorso presentato dalla Gori contro il Comune di Roccapiemonte, unico centro del territorio a non aver ancora ceduto le reti idriche alla società privata. Una prima significativa vittoria per il piccolo centro dell&#8217;Agro nocerino, che da otto anni, è in prima linea<img id="il_fi" src="http://www.iconfronti.it/wp-content/uploads/2012/10/tar-salerno.jpg" alt="" hspace="6" vspace="6" width="326" height="172" align="left" /> per scongiurare il rischio privatizzazione. Un vero e proprio braccio di ferro quello tra la Gori e il Comune, che nonostante la sentenza emessa nei giorni scorsi, è comunque, destinato a proseguire.</p>
<p>La Gori aveva impugnato alcune ordinanze firmate dal sindaco Andrea Pascarelli e una delibera di consiglio comunale, con le quali l&#8217;amministrazione comunale aveva disposto che la gestione del servizio idrico integrato doveva conutinuare ad essere espletato dalle strutture comunali. I giudici del tribunale amministrazione, nella sentenza hanno evidenziato «che l&#8217;ordinanza contestata è stata revocata e che la delibera di consiglio, essendo un atto di indirizzo contrario al passaggio della gestione del servizio idrico integrato alla Gori, non è un atto a contenuto direttamente lesivo».</p>
<p>I giudici hanno anche respinto la richiesta di risarcimento danni, avanzata dalla Gori che aveva chiesto circa due milioni di euro. Dopo otto anni di battaglia, arriva un primo significativo risultato per l&#8217;amministrazione rocchese e per i comitati che si battono per la gestione pubblica dell&#8217;acqua. la sentenza non risolve definitivamente la diatriba. La Gori, infatti, ha già presentato un nuovo ricorso al Tar di Napoli contro una nuova ordinanza emessa dal sindaco per evitare la cessione delle reti idriche. Il sindaco Pascarelli, però, si dice soddisfatto dopo questo primo importante traguardo.</p>
<p>«Questa sentenza ci stimola a proseguire nel solco tracciato e ad andare avanti nella battaglia contro la privatizzazione dell&#8217;acqua -ha affermato il primo cittadino-. Inoltre, credo che l&#8217;attuale momento politico sia più favorevole rispetto al passato; altri sindaci insoddisfatti della gestione Gori sembrano propensi a far sentire la loro voce. La sentenza del Tar di Salerno è per noi importante anche perchè i giudici non hanno accolto la richiesta di risarcimento danni». Sulla stessa scia l&#8217;assessore Luisa Trezza: «E&#8217; una bellissima notizia – ha commentato-, anche se non dirime questioni di fondo, la sentenza rende valida la strategia di resistenza del comitato e del comune di Roccapiemonte. Non cantiamo vittoria ma siamo pronti a continuare la lotta che abbiamo avviato contro la privatizzazione dell&#8217;acqua»<br />
<strong>Tiziana Zurro  - Fonte: </strong><a href="http://www.agro24.it/">http://www.agro24.it</a></p>
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