“Un’arte che accomuna”: esperienza coinvolgente!
Nello scorso fine settimana si è tenuta presso villa Vannucchi, una tre giorni di mostre ed eventi artistici, organizzata dall’Associazione no-profit “Focus” e dalla comunità di S. Giorgio a Cremano del Movimento dei Focolari.
Gli artisti che ci hanno intrattenuto con le proprie mostre, allestite al secondo piano della settecentesca villa vesuviana ,sono stati Roberto Cipollone in arte “Ciro e Ciretta Palumbo in arte “Cipa”.
La prima mostra è di Roberto Cipollone, nato a Pescara, ha sviluppato una forma d’arte legata al recupero di oggetti e alle cose comuni, dimenticate, a volte rifiutate. Questi vengono da lui recuperate e trasmesse all’osservatore oltre la loro mera funzione. Il suo amore per l’arte nasce un po’ alla volta: in primis da ragazzino grazie alla bottega paterna, successivamente l’esperienza olandese torna in Italia a Loppiano (cittadella del Movimento dei Focolari) dove fonda nel 1982 la “Bottega di Ciro”(www.labottegadiciro.it). Ciro, artista conosciuto in tutta Europa, sarà presente con l’arte del recupero il 28 Dicembre su RaiSat2000 con i suoi presepi.
La seconda mostra è di “Cipa”, nata a Portici, da sempre dedica all’arte nelle sue molteplici forme. Decide di partecipare sulla spinta delle Comunità di S.Giorgio, che hanno richiesto fortemente l’esposizione delle sue opere. Tra le bellissime vetrate presentate, di notevole pregio quelle di “garofani”: l’artista ha voluto sintetizzare in quest’opera le varie fasi della vita, dalla nascita alla fine di ogni essere vivente.
Il 19, inoltre, si è tenuto un incontro tra i giovani e il complesso musicale “Prisma”. Questa band è stata fondata da ragazzi e ragazze provenienti da vari luoghi della Campania, composto non solo da musicisti ma da uno staff completo, si riuniscono tutti i giovedì alle 18.30 a San Marcellino a Napoli (per contatti www.myspace.com/prismaspace ).
Il loro progetto è quello di trasmettere attraverso la musica i valori di unità e fratellanza, pilastri del Movimento dei Focolari. Le canzoni che propongono sono di vario genere, ma tutte hanno l’obiettivo di portare un messaggio a chi ascolta: infatti, la particolarità del gruppo è quella di leggere il testo dei brani musicali prima dell’esecuzione.
Giovanni Soria
Un’arte che accomuna: Villa Vanucchi dal 18 al 20 Dicembre
La condivisione dell’espressione artistica in tutte le sue forme e l’introspezione sui percorsi della creatività rappresentano i temi portanti di “Un’arte che accomuna”, manifestazione che andrà in scena dal 18 al 20 dicembre 2009 a San Giorgio a Cremano, nella suggestiva cornice di Villa Vannucchi.
L’evento, che gode del patrocinio del Comune di San Giorgio a Cremano, è organizzato dall’associazione Focus e dalla comunità locale del Movimento dei focolari.
Incentrato sulla mostra di alcune delle opere di Roberto Cipollone e Ciretta Palumbo, il calendario della tre giorni prevede altri momenti artistici ed un laboratorio di sperimentazione creativa, aperto alla partecipazione gratuita di tutti i visitatori interessati.
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San Giorgio:Pizzo in cantiere, 4 arresti
POLLENA TROCCHIA - Quattro persone ritenute legate al clan ”Abate” sono state fermate dai carabinieri dellatenenza di Cercola per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso a San Giorgio a Cremano e e nel quartiere napoletano di Barra. In particolare, in manette, in esecuzione di un decreto di fermo emesso dalla Dda di Napoli, nei confronti di Enzo Cefariello, 49enne di San Giorgio a Cremano, ritenuto il reggente del clan, Concetta Abate, 53enne di Napoli, elemento di spicco dello stesso clan prima capeggiato dal fratello Filippo, Claudio Ferrara, 33 anni, ritenuto ”fiduciario” del capo storico del clan Filippo Abate, Vincenzo Moliterno, 33 anni, genero di Cefariello e suo ”autista” e ”fiduciario”. Nel corso delle indagini i carabinieri hanno scoperto che tra il 21 ed il 30 ottobre era stato perpetrato un tentativo di estorsione ai danni del titolare di una ditta edile di Pollena Trocchia che stava ristrutturando un fabbricato a San Giorgio a Cremano. Avuto notizia dell’inizio dei lavori, infatti, Cefariello aveva inviato Ferrara e Moliterno a chiedere 6.000 euro di ”pizzo” necessario per ”l’autorizzazione a proseguire tranquillamente le attivita”’ utilizzando come intermediario anche la Abate. L’indagine, portata a termine anche grazie all’infiltrazione di militari che hanno finto di essere collaboratori dell’azienda, ha portato al fermo dei 4, poi associati alle case circondariali di Poggioreale e Pozzuoli. di Adnkronos 02/11/2009 Anno II Numero 306 IL NOLANO
Scheda del Clan Abate clicca
Renzo Bossi: incarico da 12.000 euro al mese!!!!!!!!!!!ALLA FACCIA DI ………ROMA LADRONA
Renzo Bossi: incarico da 12.000 euro al mese
La lega, si sa, è sempre stata contraria all’odioso nepotismo di “Roma Ladrona” ed assolutamente estranea al clientelismo tipico della cara e vecchia Dc (e diciamo pure di ogni partito politico esistente). Il partito del Carroccio, anche questo è risaputo, ha sempre fatto della coerenza la sua più gran virtù e, difatti, Calderoli si è subito precipitato a far la pace con la Chiesa; ribadendo le sue radici cristiane (il fatto che si fosse sposato con un paganissimo “rito celtico” è un trascurabile dettaglio). Umberto Bossi, da sempre un convinto anti-meridionalista, si è sposato invece una siciliana e, sempre lo stesso Senatùr, promotore dell’inferiorità culturale dei terroni, ha visto il figliolo Renzo bocciato per ben tre volte all’esame di maturità. Il monumento alla coerenza della predica, però, i bravi Leghisti lo hanno eretto solo qualche giorno fa; nominando proprio il piccolo e neo-diplomato Renzo Bossi membro di un “osservatorio” dell’Expo di Milano (che i più maliziosi considerano creato ad hoc per far guadagnare qualche soldino a “Bossino”).
Non solo: il Senatùr ha pensato proprio a tutto e, per sistemare al meglio il suo ram(pollo), ha fatto in modo che, l’altro campione leghista di ottime prediche e pessimi razzolamenti Francesco Speroni, nominasse suo portaborse in Europa indovinate chi? Ma è semplice: Renzo Bossi. Lo stipendio mensile di questo diplomato che è già “Team Manager” della Nazionale Padana sarà di “soli” 12.000 euro. Ma non scandalizzatevi, signori: non prendetevala se voi, poveri plurilaureati 30enni, dovete vivere con 1000 euro al mese e, questa “trota” (così lo definisce affettuosamente il papà) guadagnerà 12 volte di più. Del resto, chi parla di plateale ed intollerabile caso di nepotismo, non conosce il fulgido curriculum del preparatissimo Renzo Bossi. Lo riassiumiamo di seguito per buona pace dei lettori.
-Bocciato tre volte all’esame di stato
-Team manager della Nazionale Padana
-Inventore e promotore di “Rimbalza il clandestino”
Insomma: 12.000 euro netti mensili strameritati.
Colpo di Stato in Honduras: il Presidente Manuel Zelaya, con al fianco i movimenti sociali, resiste
Le parole drammatiche nella notte del presidente dell’Honduras Manuel Zelaya: “È in corso un colpo di stato nel paese” sono state confermate e supportate dall’ONU. Il presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Manuel D’Escoto, nella notte ha condannato con parole fermissime il tentativo di colpo di stato in corso in Centroamerica: “condanniamo fermamente il colpo di stato in Honduras contro il governo democraticamente eletto di Manuel Zelaya” dove i poteri di fatto di sempre, le élite, l’esercito, le alte gerarchie cattoliche, le casta politica, sono disposti a tutto perché nel paese neanche si parli di Assemblea Costituente. È infatti questo l’oggetto del contendere che ha scatenato la sedizione: un referendum che domenica prossima dovrà decidere se convocare o no l’elezione di un’assemblea Costituente voluta secondo i sondaggi dall’85% della popolazione.
Leggi tutto in esclusiva su Latinoamerica.
Su precisa richiesta dai movimenti che in Honduras stanno resistendo al golpe si invita alla particolare diffusione di questo articolo
Ronde nere, indagine procura di Milano Msi: “Nessun reato. Andiamo avanti”
MILANO - La procura di Milano ha disposto accertamenti da parte degli agenti della Digos sulle cosiddette ronde nere, il gruppo che vorrebbe collaborare con le forze dell’ordine in tema di sicurezza e che è stato presentato ieri a Milano, durante un convegno del Nuovo movimento sociale italiano. “Noi andiamo avanti, a meno che i tribunali non dimostrino che abbiamo commesso dei reati”, ribattono i diretti interessati. Il sottosegretario agli Interni Mantovano: “Una volta approvato il ddl sicurezza le ‘ronde nere’ saranno impossibili”. L’associazione funzionari di polizia: “Non è vero”. L’Udc annuncia una interpellanza al Senato. L’indagine di Milano. Allo stato, negli accertamenti stati disposti dal procuratore aggiunto Armando Spataro, capo del pool antiterrorismo, d’intesa con il procuratore Manlio Minale, non ci sono indagati. Non c’è nemmeno una ipotesi di reato che, comunque, potrebbe essere quella di una violazione delle legge Scelba che punisce la ricostituzione e l’apologia del fascismo. Le divise delle ronde nere, infatti, richiamano simboli di età fascista. “Da noi nessun reato”. “La Guardia nazionale italiana è una onlus regolarmente registrata, come prescrive la legge e non crediamo ci possa essere alcun tipo di reato - ribatte vicepresidente della ‘Guardia nazionale italiana’, Maurizio Monti - Noi andiamo avanti, a meno che i tribunali ci dimostrano che abbiamo commesso dei reati. E’ giusto che la magistratura indaghi, ma l’importante è che lo faccia con senso di giustizia”, dice Monti che aggiunge: “Aspettiamo di vedere come si svolgeranno i fatti. Se dovessimo avere avvisi dalla procura i nostri legali prenderanno le dovute cautele del caso”.Il ministero. Ieri il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano, ha criticato “gli esponenti della sinistra che si stanno stracciando le vesti” e ha sottolineato che iniziative come le ‘ronde nere’ di Milano saranno impossibili una volta approvato il disegno di legge sulla sicurezza che regolamenterà il fenomeno. Il decreto attuativo, infatti, ha aggiunto il sottosegretario, “indicherà che le associazioni di volontari, non armati, non potranno essere espressione né di forze politiche, né di organizzazioni sindacali, né di tifoserie organizzate. Si prevede inoltre - ha detto - che eventuali divise e marchi dovranno essere conformi allo spirito della disposizione, che intende promuovere il contributo volontario di cittadini alla sicurezza e non richiamare realtà paramilitari”. I funzionari di polizia. “Non siamo affatto d’accordo con quanto ha sostenuto il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano”, ribatte il segretario nazionale dell’associazione Funzionari di Polizia, Enzo Letizia. “Il decreto attuativo delle ronde, che regolerà l’iscrizione delle associazioni nel registro prefettizio di cui i sindaci potranno avvalersi per il controllo del territorio - aggiunge - potrà prevedere sanzioni o lo scioglimento delle ronde già istituite?”. Se il decreto non lo prevede, secondo Letizia, “nessuno potrà impedire le ronde ‘fai da te’ ed assisteremo ad un proliferare dello spontaneismo nella vigilanza sul territorio”. L’Udc. “Il governo intervenga subito per vietare le ronde nere di militanti neofascisti pronti a farsi giustizia come fossimo nel ‘ventennio’. Avevamo messo in guardia sui rischi di un provvedimento demagogico e pericoloso come le ronde: oggi abbiamo il primo esempio di una giustizia sommaria fai da te che porterà solo danni al Paese e nessuna sicurezza”, afferma il presidente dei senatori del l’Udc, Giampiero D’Alia. “Presenteremo un’interpellanza chiedendo al governo di vietarle per motivi di pubblica sicurezza: che siamo nere, rosse o verdi, le ronde - avverte D’Alia - sono la resa dello Stato e un vero rischio per i cittadini”.
Fonte: www.repubblica.it
Intercettazioni, oltre 100mila firme per l’appello di Repubblica
In poche ore piovono decine di migliaia di adesioni. C’è quella di Saviano Si schierano Cofferati, Guido Rossi, Ghini, Favino e il nobel Dario Fo
L’autore di “Gomorra”: “Si cancella un importante strumento per la ricerca della verità“
ROMA - Oltre 100mila adesioni in poche ore. Centomila cittadini che ci mettono la faccia con nome, cognome, città e professione per affermare che il disegno di legge sulle intercettazioni approvato oggi alla Camera “è incostituzionale, limita fortemente le indagini, vanifica il lavoro di polizia e magistrati, riduce la libertà di stampa e la possibilità di informare i cittadini”. Cittadini qualsiasi e, insieme, intellettuali, magistrati, politici, uomini e donne di spettacolo. A cominciare da Roberto Saviano. L’autore di Gomorra ha detto: “Sulle intercettazioni ci vuole più rigore, da parte di tutti, procure e giornalisti. Questo è certo. Ma quello che sta avvendendo con questa legge è rischiosissimo. Così si cancella un importante strumento per la ricerca della verità“.
FIRMA L’APPELLO DI REPUBBLICA.IT su: http://www.repubblica.it/speciale/2009/appelli/dovere-di-informare/index.html
L’appello di Repubblica ha un titolo che pone due questioni di pura democrazia: “I giornali hanno il dovere di informare, i cittadini hanno il diritto di sapere”. Qualcosa che, con l’entrata in vigore della legge, diventerà più difficile, a volte quasi impossibile. Anche per questo le adesioni crescono rapidamente. Firmano il professore Stefano Rodotà, il presidente dell’Associazione italiana dei costituzionalisti Alessandro Pace, il giurista milanese Guido Rossi e l’avvocato e docente di Diritto penale, Carlo Federico Grosso, il quale spiega: “Questa legge costituisce una gravissima violazione della libertà di stampa e del diritto-dovere di informare i cittadini su ciò che accade nel corso delle indagini preliminari. Sotto questo profilo è a mio avviso illegittima dal punto di vista costituzionale”. E aggiunge che “la pesante sanzione pecuniaria prevista a carico delle società editrici di giornali rischia di determinare un arbitrario controllo della proprietà sulla linea del giornale. Il che di nuovo lede la libertà dei giornalisti”. Aderiscono anche la giurista e scrittrice Eva Cantarella, i filosofi Salvatore Veca e Remo Bodei, l’architetto Gae Aulenti e gli editori Giuseppe e Alessandro Laterza e Carlo e Inge Feltrinelli.
Molto netto l’intervento che accompagna l’adesione del premio Nobel Dario Fo: la legge è “un atto di violenza indegna compiuto da Berlusconi in persona contro la nazione, perché permetterà a criminali di non essere individuati, solo per accontentare gli interessi e i bisogni del premier. Tanto vale fare sette leggi ad personam solo per Berlusconi: che valgano solo per lui, e non per il resto del Paese”, aggiunge Fo. Tra gli scrittori, ecco i nomi di Claudio Magris, Antonio Tabucchi, Andrea Camilleri, Vincenzo Cerami, Margaret Mazzantini, Domenico Starnone, Sandro Veronesi, Ernesto Ferrero, Giancarlo De Cataldo, Silvia Ballestra e Gianrico Carofiglio. E si aggiungono i nomi dell’ex sindaco di Bologna Sergio Cofferati (fresco parlamentare europeo), del sindaco di Genova, Marta Vincenzi, dei governatori di Liguria ed Emilia Romagna, Claudio Burlando e Vasco Errani. Dal mondo dello spettacolo aderiscono i registi Mario Monicelli, Nanni Moretti, Carlo Lizzani, Francesca Comencini, Paolo Sorrentino, Mimmo Calopresti, Silvio Soldini, Daniele Luchetti, Davide Ferrario, Marco Risi, Maurizio Nichetti e Riccardo Milani; gli attori Pierfrancesco Favino, Franca Rame, Massimo Ghini, Isabella Ferrari, Fabrizio Gifuni, Moni Ovadia, Corrado e Sabina Guzzanti, Patrizio Roversi; il produttore Domenico Procacci, il giornalista Alessandro Cecchi Paone, la conduttrice Serena Dandini, il musicista Mauro Pagani, i cantanti Ivano Fossati, Vinicio Capossela, Piero Pelù e Andrea Mingardi e interi gruppi come gli Skiantos, i Modena City Ramblers, gli Africa Unite e molti altri. L’attore Leo Gullotta firma e aggiunge una considerazione: “E’ l’ennesima prova che viviamo in un paese dove la libertà di tutti è in pericolo, un segnale gravissimo, uno schiaffo alla democrazia”, E arriva l’adesione di don Andrea Gallo, quella di Daria Bonfietti, senatrice e presidente dell’Associazione delle vittime della strage di Ustica, dell’ex procuratore capo di Bologna, Enrico Di Nicola, dei presidenti della Provincia di Milano, Filippo Penati, e di Genova, Alessandro Repetto, del segretario della Cisl di Bologna, Alessandro Alberani.
(11 giugno 2009)








